L’AQUILA – “L’idea delle new town è stato il terrore delle nostre popolazioni, tenuto conto che nelle aree di montagna c’è la popolazione più legata alla propria realtà. Quella delle new town è stata a L’Aquila una scelta non in sintonia con la sensibilità della popolazione”.
Così il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, del Partito democratico, a margine del dibattito dal titolo “Prevenzione e ricostruzione” che si è tenuto nel tardo pomeriggio all’Aquila nell’ambito del festival dell’Unità.
Il governatore alle prese con le conseguenze del terremoto che il 24 agosto scorso ha colpito duramente la sua terra, boccia la soluzione abitativa del progetto Case, il mega insediamento realizzato nel capoluogo dopo il sisma del 6 aprile 2009 per dare un tetto a oltre 16mila sfollati.
E nel corso del dibattito Ceriscioli ha illustrato le prossime mosse nella fase dell’emergenza nei comuni colpiti dal sisma, evidenziando anche la necessità della messa in sicurezza del patrimonio abitativo, ricordando che tra le quattro coinvolte ad aggi sono la regione più colpita dal sisma, registrando il 55-60 per cento dei danni.
“Una scelta che, l’abbiamo detto da subito, non adotteremo – spiega ancora il presidente marchigiano -. Le new town, che hanno avuto costo molto alto, rallentano e impediscono le altre fasi della ricostruzione. Lì per lì a L’Aquila era forse difficile valutarlo, ma oggi, proprio con l’esperienza dell’Aquila, tutti abbiamo capito che vanno razionalizzati i passaggi”.
L’aspetto della ricostruzione aquilana che invece Ceriscioli valuta positivamente, come “elemento di qualità” è “la riqualificazione in corso dei centri storici, che è la cosa più difficile, oggi che ci sono le risorse, oggi che i cittadini possono mettersi in moto”.
Ceriscioli osserva che “in realtà bisogna parlare di più modelli, il terremoto dell’Aquila ha avuto più filosofie di gestione, io credo comunque che cose buone, esempi di buona amministrazione, si trovano in tutte le esperienze”.
“Le Marche, tra le quattro coinvolte – prosegue Ceriscioli – ad aggi sono la regione più colpita dal sisma, registrando il 55-60 per cento dei danni, la particolarità del sisma, il modo con cui si è propagato, è fortemente anomala. Abbiamo tre comuni colpiti duramente, con vittime e crolli, ma anche un’altra realtà estremamente estesa, che copre tre province e 120 comuni, di cui 60 con danneggiamenti importanti, che sono stati meno raccontati dalla comunicazione, ma che ci vede oggi impegnati in 27 mila sopralluoghi”
Infine Ceriscioli ha posto con forza il tema della sicurezza sismica, facendo osservare che non esiste un unico modello di ricostruzione.
“Nella zona del maceratese che già era stata colpita da un altro terremoto, non ci sono stati crolli, perché gli interventi erano stati fatti e le case hanno resistito, ma anche lì ci sono molti interventi da fare, perché in più dei casi si è fatto miglioramento sismico, non un adeguamento sismico, dunque interventi parziali”.
“Ci stiamo interrogando rispetto alla ricostruzione vera e propria, fino a che punto spingere per dare gli strumenti, per arrivare sicuramente per gli edifici pubblici, ma anche in parte per gli edifici privati, non solo al miglioramento, ma anche al vero e proprio adeguamento antisismico – ha spiegato ancora il governatore marchigiano -. Il terremoto del 24 agosto ha colpito territori che non sono quello dell’Emilia, o quello urbano del’Aquila che ha comportato un numero altissimo di sfollati”.
Per Ceriscioli, “quello che ha detto il commissario alla ricostruzione Vasco Errani fin da subito è la cosa più giusta, ogni terremoto fa storia a sé, i modelli vanno adattati alle caratteristiche di ciascun territorio. Oggi comunque c’è molta sensibilità sul tema della trasparenza e della correttezza, quasi in una forma maniacale”, ha concluso.






