L’AQUILA – “Noi siamo i dimenticati”, questo il grido degli studenti aquilani del Liceo-Convitto “D. Cotugno”, di cui è portavoce il rappresentante d’Istituto, Tommaso Cotellessa, che su Facebook ha commentato, a nome dei tanti ragazzi che frequentano la scuola, la “situazione kafkiana” vissuta negli anni del post-sisma.
“Noi siamo i dimenticati…costretti a vivere un altro anno in una situazione anomala. Continuiamo a chiedere la normalità, invece, siamo ancora spezzati”. scrive il giovane.
Per sopperire alla struttura di Pettino, infatti, dichiarata inagibile a seguito della sentenza del Tribunale amministrativo regionale dell’Aquila il 2 luglio scorso, conseguente ad una battaglia legale avviata da alcuni genitori, la Provincia ha deciso di dislocare le aule in 5 diversi luoghi: 16 aule nei Musp, (moduli scolastici provvisori) di via del Castelvecchio, ex Dottrina Cristiana; 12 nei Musp di via Ficara, ex Micarelli; 8 aule nella sede dell’I.I.S. “O.Colecchi”; 10 nei Musp del Liceo Musicale e 5 nella scuola media “G. Carducci”.
“Questa è una situazione che sta provocando danni ad ogni singolo individuo che fa parte della nostra scuola, ne abbiamo passate troppe… io stesso non ne posso più, sono ormai già quasi due anni che mi trovo in questa situazione assurda come rappresentante, prima di Consulta e poi d’Istituto, tutto ciò è insostenibile, questo è il mondo che ci aspetta”, conclude ormai rassegnato Cotellessa. (a.c.p.)



