L’AQUILA – Effetto Giampaolo Giuliani anche in Emilia-Romagna, dopo il terremoto che ha devastato vari comuni della regione.
Il tecnico aquilano, da quanto si apprende, per tramite della fondazione che porta il suo nome, avrebbe proposto il sistema di ricerca sperimentale dei precursori sismici da lui ideato ad alcune amministrazioni del Modenese e del Ferrarese.
Le stazioni necessarie per effettuare lo studio dovrebbero essere tre, a un costo di 70 mila euro ognuna l’anno, con l’aggiunta di 30 mila euro per la manutenzione.
Un totale, quindi, di 240 mila euro, che dovrebbero gravare sui bilanci degli enti locali interessati dal progetto.
I sindaci dei Comuni interessati, sempre secondo le notizie apprese da AbruzzoWeb, starebbero riflettendo se aderire o meno alla richiesta.
Intanto, nel corso della giornata di oggi, il direttore della fondazione, Leonardo Nicolì, si è recato con il responsabile dell’AreaWeb, Giuseppe Massimiani, presso i luoghi colpiti dal sisma, in particolare a Mirandola e Finale Emilia. (red)
LA FONDAZIONE: “MAI FATTO PROPOSTE AI COMUNI”
In merito all’articolo pubblicato ieri sul vostro giornale “Emilia: effetto Giuliani, ai Comuni proposto il rilevatore sismico) vi scrivo per smentire in modo categorico la vostra notizia.
La Fondazione Giuliani non ha formulato alcuna proposta ad alcun comune dell’Emilia Romagna o di altri territori nazionali. Non disponiamo né dell’industrializzazione del prodotto né della sua commercializzazione.
È altresì vero che a seguito del terremoto emiliano riceviamo centinaia di telefonate da tutta Italia per avere informazioni relativamente all’eventuale installazione di queste macchine di cui disponiamo solo dei rivelatori già installati, tre in Abruzzo e uno in California, che non possono certamente essere spostati.
Ieri, 6 giugno, siamo andati in visita nei paesi colpiti dal terremoto ed in modo particolare a Cavezzo, Mirandola e Finale Emilia per altro senza fermarci a parlare o cercare alcuna persona o ente ma semplicemente per renderci conto della reale situazione e per scattare alcune fotografie alle strutture colpite.
Il viaggio nelle aree colpite è stato anticipato da un incontro richiesto da svariato tempo, prima del terremoto emiliano, da un gruppo di persone private a Parma fra i quali una ricercatrice molto interessata ai nostri studi dove si è ventilata l’ipotesi di un eventuale utilizzo dei nostri rivelatori i quali andrebbero, in tal caso, costruiti ex-novo per l’utilizzo ai fine di ricerca scientifica e monitoraggio del territorio parmense a totale carico della loro costituta/costituenda organizzazione vista anche la totale impossibilità e disponibilità economica da parte della nostra Fondazione.
I costi annunciati dal vostro giornale sono errati e non esistono costi “annuali” in quanto la realizzazione del rivelatore è univoca. Durante il nostro viaggio abbiamo fatto una pausa a Correggio per salutare vecchi amici fra cui un geologo.
Desidero precisare che la Fondazione Giuliani, il Consiglio e la Dirigenza hanno sempre operato in modo trasparente e continueranno a farlo in futuro. Quanto scritto in questa smentita era già stato ampiamente palesato in una notizia apparsa il giorno 5 giugno sul sito della Fondazione stessa e sui profili Facebook dove è stato monitorato ogni istante del nostro viaggio emiliano.
Cordiali saluti, Leonardo Nicolì (Direttore Fondazione Giuliani)
Prendiamo atto della smentita del direttore della fondazione, allo stesso tempo, però, confermiamo che AbruzzoWeb ha avuto la notizia da fonti emiliane di sicura attendibilità. Ci preme precisare che, rispetto all’affermazione “la fondazione Giuliani ha sempre operato in modo trasparente” che nel pezzo non è stata in alcun modo messa in dubbia la legittimità di installare i rilevatori per conto dei Comuni emiliani.



