L’AQUILA – Ancora tanta apprensione per gli abruzzesi che vivono o sono rimasti bloccati in Giappone, flagellato dal tragico sisma di magnitudo 8.9 di due giorni fa.
Un giovane ricercatore aquilano, Fabio Pupilli, in Giappone per un meeting nell’ambito del progetto dei Laboratori del Gran Sasso “Opera”, dopo essere rimasto bloccato a Tokyo riuscirà domani a ripartire per l’Italia, mentre il ristoratore di origini giuliesi Arino De Berardinis ha scritto un messaggio sul social network facebook nel quale ha affermato di aver percorso “20 chilometri a piedi per tornare a casa”.
Il papà di un giovane aquilano che si trova a Tokyo, Paolo Busilacchi, ha dichiarato: “Mio figlio Roberto ha detto di aver visto la paura nei volti dei giapponesi. Non era mai successo”.
L’AQUILANO PUPILLI DOMANI TORNA IN ITALIA
L’AQUILA – E’ ripartito da Tokyo alle 12.20 di quest’oggi (le 4.20 del mattino in Italia) il giovane ricercatore aquilano Fabio Pupilli, che dopo aver vissuto la drammatica esperienza del terremoto aquilano del 6 aprile 2009 è uscito indenne anche dal devastante sisma di magnitudo 8.9 che ha flagellato il Giappone due giorni fa.
Pupilli, che al momento della scossa più forte si trovava proprio nella capitale nipponica, si trova nel paese del Sol levante perchè impegnato nell’ambito del progetto “Opera” promosso dai Laboratori nazionali del Gran Sasso.
Nei giorni scorsi ha preso parte insieme ad altri colleghi italiani ed abruzzesi che stanno tentando di tornare in Italia ad un meeting nella città di Nagoya, proprio incentrato sull’esperimento.
Internet e facebook sono stati gli unici modi dopo il terremoto per comunicare con amici e parenti in Italia:
“A Tokyo personalmente non ho visto danni enormi, ma la città è stata completamente congestionata per ore, con decine e decine di migliaia di persone bloccate nelle stazioni del centro per la notte, causa blocco dei treni… ma ovviamente riguardo alla portata di quanto successo credo ne sappiate più voi, io non riesco a connettermi molto” ha scritto in un messaggio inviato attraverso il social network.
Immediata la ricerca di un volo per tornare in Italia: domani la brutta avventura potrà definitivamente essere messa alle spalle. (g.a.)
ARINO DE BERARDINIS: “20 CHILOMETRI A PIEDI PER TORNARE A CASA”
GIULIANOVA – “Ho fatto 20 chilometri a piedi e senza luce per tornare a casa, sono esausto. Noi stiamo tutti bene”: è il secondo messaggio inviato via Facebook, ai parenti in Italia, da un ristoratore abruzzese che lavora in Giappone.
Arino De Berardinis, che ieri in un altro messaggio mandato al fratello, riferendosi alla scossa, aveva parlato di “una cosa mai vista”, è proprietario della ‘Trattoria Arino’ che si trova ad Hayama, cittadina a sud di Tokyo e a circa 150 chilometri dall’epicentro del terremoto.
Dal suo ristorante è andato a piedi fino a Fujisawa, città in cui vive con la sua famiglia. “Arino non ha saputo nulla dei suoi famigliari – dice Walter De Berardinis – fino a quando non è tornato a casa. La cosa che ha sorpreso mio fratello, oltre alla grande dignità dei giapponesi, è che, nell’anormalità della situazione, la gente è tornata alla normalità. La tragedia vera e propria è sulla costa”.
“Oggi andrò a lavorare nel mio ristorante – scrive ancora nel messaggio lo chef 37enne – che per fortuna non ha subito danni. Penso che non verrà nessuno, qui sono tutti incollati davanti alla tv. Non vedo nulla per la mancanza di luce elettrica, ma sicuramente ti farò sapere se ho subito danni. Questa – aggiunge – si presenta come una grande tragedia per il Giappone”.
Il ristoratore racconta poi che la moglie, Hiromi Mimura, e i due figli, Sara e Luca, sono al sicuro a casa del nonno a Fujisawa.
“La città in cui abitiamo, Fujisawa, quella dove vanno a scuola i miei figli, Kamakura, e quella dove c’é il mio ristorante, Hayama – conclude – hanno riportato lievi danni e tanta, ma tanta paura”.
PAPA’ DI UN AQUILANO A TOKYO: “MIO FIGLIO HA VISTO PAURA NEI VOLTI DEI GIAPPONESI”
L’AQUILA – Continuano ad arrivare testimonianze di abruzzesi che in Giappone hanno vissuto il dramma del terremoto di due giorni fa, magnitudo 8.9, che ha colpito il Giappone e provocato tsunami che hanno provocato migliaia di morti e ingenti danni.
Paolo Busilacchi, imprenditore aquilano, ha parlato del figlio Roberto, 23enne insegnante di italiano in una scuola a Tokyo.
“Roberto – ha dichiarato Paolo Busilacchi -si è laureato a settembre, è italiano. Ha avuto il compito di portare in salvo i bambini e farli uscire dal settimo piano di questo palazzo enorme situato al centro di Tokyo, come Piazza Salotto a Pescara per capirci. Lui per la prima volta mi ha detto di aver visto la paura nei volti dei giapponesi. Non era mai successo prima”.
Paolo Busilacchi ha parlato anche dell’enorme compostezza del popolo giapponese di fronte all’emergenza: “Non si è mai vista una popolazione evacuare in fila. In fila sulle scale per strada. L’unico momento in cui mio figlio ha avuto paura è stato quando la sua fidanzata è stata investita e nessuno si è fermato a soccorrerla. Questa cosa in Giappone non succede mai perché c’è sempre massima attenzione verso il prossimo”.
Il giovane è in contatto anche con altri aquilani ed abruzzesi in Giappone: “Si sente con Alessia, una ragazza aquilana. La madre lavora alle poste. E con altri amici e ragazzi italiani. Adesso dorme vestito, come successo qui a noi all’Aquila, zainetto pronto, acqua. Lì però sono allestite palestre, strutture per quelli che non sono riusciti ad andare a casa per il blocco dei treni. Lì però ci sono scosse di continuo”.





