L’AQUILA – “Gli uffici speciali per il Centro Italia si costituiscono mettendo persone a lavorare, non facendo ammuina, ossia spostando i lavoratori da una parte all’altra. Ora che all’Aquila abbiamo ingranato la ricostruzione arriva un’altra pugnalata? Non sono d’accordo”.

Così l’assessore comunale dell’Aquila alla Ricostruzione Pietro Di Stefano dopo l’allarme anticipato da AbruzzoWeb di 20 lavoratori degli uffici speciali del “cratere” del terremoto 2009 pronti a essere spostati nei nuovi usr dopo il Centro Italia.

L’assessore rimarca che “il decreto è già in Gazzetta ed è esecutivo, va bene che verrà rivisto, ma comunque produce subito effetto e il danno è già fatto. Ora riparino in sede di conversione”, l’appello.

“Se servono persone con esperienza, scorrete le benedette graduatorie del concorsone Ripam e poi se c’è bisogno di scambiare buone pratiche, siamo pronti a farlo, ma non gli esseri umani – sbotta Di Stefano – quelli servono anche qua”.

L’assessore si toglie anche un ‘sassolino’. “Se ce li chiedono, vuol dire anche che il modello L’Aquila funziona, quando Renzi lo critica se si riferisce alla gestione berlusconiana lo deve precisare perché qui ci considerano una massa di banditi e alcune cose che qui sono reato ad Amatrice vengono consentite”. (alb.or.)