L’AQUILA – “L’Inail con l’obiettivo di assicurare la ripresa e lo sviluppo delle attività economiche, in relazione agli ultimi eventi sismici che hanno colpito duramente il territorio dell’Italia centrale, metterà a disposizione 30 milioni di euro per la messa in sicurezza degli immobili produttivi nei territori dei comuni di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria”.
Lo annuncia in una nota il direttore abruzzese dell’istituzio, Nicola Negri, che fa sapere come “i criteri, le procedure e le risorse per affrontare l’emergenza post-sisma, sono stabiliti dall’articolo 23 del decreto legge numero 189 del 17 ottobre scorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 ottobre 2016”.
La notizia fa tornare alla mente i 2 miliardi messi a disposizione dall’Inail dopo il terremoto dell’Aquila, che sarebbero dovuti servire alla ripresa economica dei territori colpiti, svaniti nel nulla a causa del classico groviglio normativo condito dal tradizionale rimpallo di responsabilità tra le amministrazioni locale e centrale.
“Il tesoretto – spiegò il direttore generale dell’Inail Giuseppe Lucibello in un’intervista al Corriere in cui esprimeva rammarico – doveva essere utilizzato per cinque obiettivi: recuperare il centro storico, rimettere a posto le strutture sanitarie, creare un nuovo campus universitario, oltre che per interventi mirati sui beni culturali e sul tessuto urbano. Ma quei soldi sono finiti in un labirinto burocratico, fatto di procedure complesse e di una riforma della protezione civile che si è ‘dimenticata’ di regolare la questione. E non ne sono usciti più”.
I 30 milioni di euro stanziati per il terremoto di quest’anno, fa sapere intanto l’Inail, “confluiranno nel fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma mediante il trasferimento di una parte delle risorse già programmate nel bilancio 2016 dell’Istituto, per il sostegno di progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.
“La ripartizione delle somme tra i territori interessati ed i l’individuazione dei criteri saranno definiti con ordinanaze emanate dal commissario straordinario Vasco Errani, previa intesa con i presidenti delle regioni coinvolte”.





