L’AQUILA – La Guardia di finanza dell’Aquila, con l’aiuto dei sindaci del “cratere” sismico fa recuperare 205 mila euro di contributi erogati erroneamente o irregolarmente alle imprese che hanno sospeso o hanno chiuso l’attività a seguito del terremoto.

Mille pratiche esaminate, 200 circa con irregolarità commesse dai richiedenti o dagli uffici di 26 comuni, ma senza dolo o colpa grave accertate, e un recupero appunto di 205 mila euro su 230 mila.

Il tutto nell’ambito di un’attività di controllo sui contributi per il mantenimento alle imprese che hanno dovuto chiudere dopo il sisma del 2009 svolta in tutti i comuni del “cratere”, quindi anche oltre provincia.

Dopo il confronto con la procura regionale della Corte dei conti sono stati interessati i sindaci indicando le irregolarità e invitandoli ad agire.

Non ci saranno procedimenti penali o contabili, “un approccio diverso e non inquisitorio” secondo il comandante provinciale delle Fiamme gialle, Giovanni Domenico Castrignanò.

CASTRIGNANO’: ”RECUPERATI SOLDI, EVITATI I PROCESSI”

“Abbiamo svolto quest’inchiesta con un intento diverso, non con un approccio inquisitorio, ma pensando a evitare gli sprechi e il contenzioso”.

Così il comandante provinciale della Guardia di finanza, Domenico Castrignanò, ha spiegato l’operazione che ha consentito di recuperare circa 205 mila euro di contributi per il mantenimento delle aziende costrette a chiudere per il terremoto dell’Aquila.

“Potevamo aprire contenziosi – ha spiegato Castrignanò – oppure scegliere una soluzione più semplice, abbiamo fatto così. Abbiamo chiesto ai sindaci e alle amministrazioni di recuperare specifiche cifre per specifici destinatari”.

Non è stato semplice. “Qualche sindaco – ha svelato il comandante – quando ci ha visto chiedere le carte ha pensato che volessimo fare le pulci e in realtà sì, ma ora gli amministratori dovrebbero ringraziarci. In questo modo abbiamo evitato procedimenti penali o contabili che sarebbero ancora alle prime fasi, forse al sequestro preventivo dei fondi. Invece con il nostro metodo è finito tutto”.

Un supplemento d’indagini successivo, a soldi già messi al sicuro, comunque, ci sarà. “Là dove abbiamo rilevato malafede… Non ne parliamo”, ha concluso Castrignanò, facendo prevedere ulteriori sviluppi. (alb.or.)

LA NOTA DELLA GUARDIA DI FINANZA

All’esito di accertamenti condotti su larga scala, la Guardia di finanza dell’Aquila ha individuato erogazioni di fondi pari a circa 230 mila euro, destinati a imprese che avevano dovuto sospendere la propria attività economica a causa del sisma, concessi dalle amministrazioni comunali del “cratere”, secondo criteri e procedure difformi rispetto a quanto prescritto dalle norme.

Si tratta, in particolare, delle erogazioni di provvidenze a opera dei comuni finalizzate al “mantenimento del reddito” delle imprese danneggiate dal sisma, previste nell’Ordinanza 3789 del 9 luglio 2009.

A seguito dei controlli condotti tra maggio e dicembre 2011 dai finanzieri, oltre 205 mila euro sono già rientrati nelle casse dello Stato, peraltro senza che si sia instaurato alcun procedimento penale o contabile e senza ulteriore contenzioso.

È senz’altro questo l’aspetto di maggiore rilevanza della vasta e, per certi aspetti, innovativa azione della Guardia di finanza, a contrasto degli sprechi concernenti la spesa pubblica destinata alle provvidenze in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 2009.

Il protocollo operativo ideato e attuato ha riguardato l’intera area del “cratere” sismico, focalizzandosi sulla regolarità formale e sostanziale degli atti e delle procedure di richiesta del contributo, di quelli istruttori e di erogazione di tali fondi, prodotti da privati o formati dalle amministrazioni comunali.

In sostanza, si è trattata di un’azione con preminenti finalità preventive degli sprechi, dovuti a errori e/o erronee interpretazioni e applicazioni delle norme.

Nei casi in cui non sono stati rilevati elementi idonei a ritenere i fatti di rilevanza penale e/o contabile, mentre emergevano meri errori nell’erogazione e/o nell’interpretazione delle Ordinanze che disciplinano la liquidazione dei fondi, la Guardia di finanza, di concerto con la procura regionale della Corte dei conti dell’Abruzzo, ha informato l’amministrazione comunale interessata, invitandola ad agire direttamente per il recupero delle somme.

Il monitoraggio complessivo ha riguardato oltre un migliaio di pratiche della specie, riferibili a tutto il cratere sismico.

Tra esse, ne sono state ulteriormente individuate e approfondite circa 200, erogate da 26 comuni, per le quali sono state rilevate irregolarità (errata indicazione dell’anno d’imposta di riferimento, errori di calcolo nella determinazione dell’indennizzo in base ai giorni per i quali è stato concesso, eccetera) per un ammontare complessivo di 227 mila euro.

All’esito dei controlli, la Guardia di finanza ha reso edotta ciascuna amministrazione comunale interessata, delle irregolarità riscontrate, invitandola ad adoperarsi per il recupero delle somme in un lasso di tempo congruo.

A seguito di tale segnalazione i comuni hanno intrapreso, e quasi sempre concluso positivamente, le pratiche relative al recupero delle somme erogate.

Nel corso del monitoraggio non è mancata comunque l’individuazione di alcune fattispecie con profili di possibile rilevanza penale e/o amministrativa, per le quali sono state interessate le autorità giudiziarie penale e contabile.