L’AQUILA – Tasse sospese sì, ma non i contributi, nei 5 comuni abruzzesi ricompresi nello stato d’emergenza deliberato per il terremoto del Centro Italia: Montereale, Capitignano e Campotosto in provincia dell’Aquila e di Valle Castellana e Rocca Santa Maria in provincia di Teramo.

A lanciare l’allarme ad AbruzzoWeb è il commercialista e revisore contabile aquilano Luigi Parravano, che definisce le agevolazioni fiscali e finanziarie emanate dal governo “a maglia stretta, soprattutto se paragonate a quelle che furono disposte dal decreto Abruzzo emanato a seguito degli eventi sismici del 2009”.

Resta ancora oltretutto da dirimere il dubbio già sollevato da questo giornale: i tre territori dell’Aquilano rientrano già nella lista di 56 Comuni del “cratere” varata nel 2009 dopo la tragedia aquilana mentre gli altri due enti sono tra i 29 territori “fuori cratere” che, comunque, dipendono dall’attività dell’ufficio speciale.

Sovrapposizioni che rendono i 5 Comuni “figli di due crateri” fino a una prossima norma interpretativa.

“Il decreto pubblicato qualche giorno fa sulla Gazzetta Ufficiale numero 207 prevede la sospensione dei termini fiscali dei versamenti e degli adempimenti tributari per i contribuenti persone fisiche e soggetti diversi dalle persone fisiche residenti nel cratere sismico – premette Parravano – Allo stesso modo sono sospese le cartelle esattoriali e gli atti di accertamento di cui alla legge 122/2010 che scadranno dal 24 agosto e il 16 dicembre prossimo”.

“Attenzione, però, nel decreto non si evince nessuna sospensione relativa ai versamenti e agli adempimenti contributivi  – prosegue Parravano – Allo stato attuale, infatti, il decreto nulla dice sulla fattispecie contributiva. Se ciò venisse confermato, potrebbe portare un grave danno al contribuente che si vedrebbe costretto a passare alla cassa già dal prossimo 16 settembre”.

Ci sarebbe anche “un grave disagio per i consulenti tributari che dovrebbero procedere, come se nulla fosse accaduto, a espletare correttamente gli adempimenti telematici”.

Secondo il commercialista, “alla luce del grave sisma che ha colpito le popolazioni del Centro Italia, l’auspicio è che il ministero dell’Economia provveda a stretto giro a chiarire questa fattispecie, specificando meglio la problematica contributiva”.

C’è anche un altro problema. “Fuori dalla sospensione, e questa volta per espressa disposizione legislativa, sono il versamento delle ritenute da parte del sostituto d’imposta. I tributi sospesi, inoltre – prosegue ancora – dovranno essere riversati in un’unica soluzione alla scadenza della sospensione, fissata al 20 dicembre prossimo, anche se è molto probabile un’ulteriore proroga. Non si procederà al rimborso di quanto già versato”.

L’ultimo paletto riguarda i mutui. “L’ordinanza della presidenza del Consiglio numero 388 del 26 agosto 2016, dopo aver stabilito all’articolo 3 il beneficio dell’autonoma sistemazione per i nuclei familiari che hanno ricevuto danni alle proprie abitazioni, all’articolo 7 disciplina la sospensione dei mutui verso istituti di credito solo da parte di quei contribuenti, persone fisiche e imprese, titolari di edifici distrutti o resi inagibili anche parzialmente, previa presentazione di autocertificazione del danno subito”. (alb.or.)