L’AQUILA – Sono circa duemila le imprese che dal terremoto ad oggi sono intervenute nei lavori cosiddetti “leggeri” di riparazione delle abitazioni colpite dal sisma e nei lavori di completamento dei “puntellamenti” delle strutture ritenute a rischio di crollo, su un dato provinciale complessivo di 2.300 imprese.

A rendere noto il dato della cassa edile della provincia dell’Aquila è il direttore degli impianti bilaterali, Pasqualino De Michelis che in una nota afferma:

“Un numero significativo di queste, per lo più provenienti da fuori regione, sono state presenti in lavorazioni specialistiche della prima emergenza. Importante l’impegno delle imprese della nostra provincia, in particolare quelle aquilane, che hanno avuto l’opportunità di lavorare nel pieno delle loro potenzialità dando prova di professionalità ed affidabilità”.

“L’approvazione di recenti provvedimenti normativi riguardanti la partecipazione dello Stato sui costi relativi agli interventi cosiddetti ‘pesanti’ e la definizione di alcuni requisiti tecnici di intervento determineranno certamente un’accelerazione della fase di avvio di tali lavorazioni, quanto meno ce lo auguriamo tutti. La costante pressione sulle istituzioni  da parte di numerose associazioni, che vorrebbero una maggiore velocità nella realizzazione dei progetti, una maggiore partecipazione alle scelte riguardanti il nuovo assetto urbano, certezze finanziarie e trasparenza nelle decisioni, mettono in evidenza ciò che da mesi viene reclamato a gran voce circa un intervento legislativo che fissi, una volta per tutte, modalità, tempi, criteri operativi, impegni finanziari, responsabilità e procedure certe per dare finalmente avvio all’opera di ricostruzione importante”.

“È lodevole lo sforzo che la Magistratura sta sostenendo per evitare che gli appetiti della malavita possano essere saziati dalla tavola imbandita post-terremoto, ricca di appalti, subappalti, forniture, consulenze, servizi finanziari o semplicemente occasione per intraprendere l’avvio di iniziative imprenditoriali varie per intercettare le ingenti masse finanziarie che saranno messe in circolazione nei prossimi anni nel nostro territorio”.

“L’attenta vigilanza di questi fenomeni però, non può far perdere di vista le responsabilità di tutti i soggetti che, attraverso la loro quotidiana attività, controllano e certificano la regolarità e la legittimità degli atti  per liberare risorse finanziarie a conclusione di appalti o nel corso dell’esecuzione di essi o per liquidare fatture di forniture”.

“Il Durc è uno dei pochi strumenti per misurare, controllare e accertare la ‘buona condotta’ delle imprese e verificare la congruità della manodopera impiegata nell’esecuzione dell’appalto con la cui emissione la Cassa Edile sottoscrive la dichiarazione che gli obblighi nei confronti degli istituti previdenziali e assistenziali sono stati puntualmente rispettati”.

“Dal 1° Maggio 2009 ad oggi sono stati emessi 17.500 Durc di cui 2.250 ‘irregolari’. Questo prezioso strumento, previsto dalla vigente normativa legislativa e contrattuale, sembra, talvolta, costituire un impiccio burocratico per molte Amministrazioni pubbliche della nostra provincia (almeno per il 50% di esse) che, contrariamente a quanto la Legge richiede, omettono di richiederlo o ritengono inutile condizionare i propri comportamenti amministrativi in riferimento alla regolarità o meno delle imprese da liquidare”.

“Sarebbe auspicabile una maggiore attenzione, soprattutto dalla Magistratura Amministrativa, affinché i pubblici dipendenti siano più accorti nell’applicazione delle disposizioni legislative in merito, per evitare che le ‘inosservanze’, le ‘dimenticanze’ e le ‘superficialità’ nella formazione degli atti contabili alimentino comportamenti illegittimi con  conseguente erogazione di somme di denaro senza controllare la regolarità dei percettori, a danno della collettività, vanificando l’operato della Magistratura ordinaria impegnata a contrastare le infiltrazioni malavitose, comportamenti che danneggiano le imprese rispettose della Legge rispetto alle ‘irregolari'”.

Alle istituzioni pubbliche ‘distratte’ o ‘inadempienti’ sarebbe opportuno chiedere giustificazione di tutti i pagamenti effettuati in assenza del Durc o in presenza di un Durc ‘non regolare’ e quali siano le imprese appaltatrici e subappaltatrici beneficiarie, per consentire, anche a posteriore, la verifica dell’iscrizione delle stesse alla Cassa Edile di L’Aquila e la loro condotta “regolare” rispetto ai lavori effettuati”.