L’AQUILA – La controversia riguardante la richiesta di danni dei parenti delle vittime dei crolli alla presidenza del Consiglio dei ministri, di cui la commissione Grandi rischi è emanazione, si avvale di ulteriori testimonianze a favore.
Nei giorni scorsi, come riporta il quotidiano Il Centro, sono stati sentiti in tribunale i familiari delle vittime del crollo di via Poggio Santa Maria, dove vi fu un’ecatombe a causa del sisma, con 19 vittime e tanti feriti.
I testimoni, nell’ambito della causa intentata tramite i legali Maria Teresa Di Rocco e Silvia Catalucci, hanno ribadito il concetto per il quale i loro parenti deceduti nei crolli, dopo le rassicurazioni promanate dalla riunione del 31 marzo 2009, con particolare riferimento alle parole dell’unico condannato, Bernardo De Bernardinis, cambiarono abitudini.
I messaggi tranquillizzanti indussero i residenti a restare a casa anche in occasione della scossa catastrofica.
Nell’ultima udienza, davanti al giudice onorario Antonella Camilli, sono stati ascoltati 4 testimoni, tra i quali anche l’ingegnere Antonello Salvatori, già perito della procura della Repubblica sulla maxi inchiesta crolli.
Egli ha ricordato come quel palazzo crollato facesse parte di quelli più a rischio, come emerso dal cosiddetto “rapporto Barberi”, insieme ad altri edifici realizzati tra il 1960 e il 1965 e quelli del secolo precedente.
Sempre nei giorni scorsi si è tenuta anche l’udienza civile per il crollo della Casa dello studente, dove morirono 8 ragazzi e altrettanti rimasero feriti gravemente.
Le richieste di danni dei superstiti ammontano a 6 milioni du euro e sono state rivolte alla Regione, all’Adsu, agli imputati condannati in Cassazione.
Il giudice Ciro Riviezzo, presidente del Tribunale, ha ottenuto dalle parti ricorrenti, rappresentate dai legali Wania Della Vigna e Simona Fiorenza, le richieste istruttorie, come pure dai resistenti.
Nelle prossime settimane il magistrato comunicherà quali istanze avrà accolto ai fini del materiale probatorio da esaminare per la decisione e fisserà la prossima udienza.






