L’AQUILA – “Su 44 sindaci presenti, 42 sono stati favorevoli e 2 si sono astenuti. Se si guarda a come è andata la votazione, non c’è spaccatura. C’è qualcuno che non era d’accordo e colui che ha mostrato qualche problema è il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci che si è messo di traverso trovando la sponda in un paio di sindaci che comunque alla fine si sono dovuti astenere”.
A poche ore dalla sua elezione il neo coordinatore dei comuni del cratere del sisma 2009 dell’Aquila, Gianni Anastasio, primo cittadino di Pizzoli da poco rientrato nel Pd, si toglie più di un sassolino dalla scarpa in merito alle polemiche e le tensioni che hanno caratterizzato i giorni e le ore precedenti all’assemblea che ha certificato l’accordo tra centrosinistra e centrodestra sul suo nome e su quello di Massimiliano Giorgi, a capo dell’amministrazione di Montereale, come vice.
Anastasio, che di professione fa l’ingegnere con alcuni incarichi pubblici, in una intervista ad Abruzzoweb, individua nel suo compagno di partito, il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, “il colpevole” della bagarre tesa a far saltare l’accordo sulla coppia di candidati.
Aprendo ufficialmente una pericolosa divisione all’interno dei dem aquilani impegnati tra pochi mesi, nella prossima primavera, a riconquistare il Comune dell’Aquila dal 2017 nelle mani del centrodestra guidato da Pierluigi Biondi, nel 2023 alle politiche e l’anno successivo alle regionali.
Uno scontro che cova da tempo in seno al Pd e alla coalizione della quale il partito del segretario regionale, Michele Fina, fa la parte del leone che, secondo fonti bene informate, vedrebbe da una parte il senatore Luciano D’Alfonso, 56enne ex presidente della Regione, il deputato aquilano, la 61enne Stefania Pezzopane e lo stesso Fina, 43enne ex staffista del ministro del Lavoro Andrea Orlando ai tempi in cui era a capo del dicastero alla Giustizia, che punta dritto ad una candidatura sicura alle politiche; dall’altra il 45enne Pietrucci, alcuni giovani dem dell’Aquila e un gruppo di sindaci dell’Aquilano.
Uno scontro che sa di momento della verità tra vecchia e nuova generazione con Fina, da molto tempo ai ferri corti con Pietrucci, che fa parte del gruppo dei più maturi nonostante la sua giovane età come politico.
Anastasio, da poco meno di un anno tornato alla sua guida della “sua” Pizzoli, rincara la dose contro Pietrucci: “Dietro l’astensione di due sindaci non c’è il dissenso ma ragioni poco chiare del consigliere regionale del Pd Pietrucci. Non ho capito che cosa sia successo ma visto che gli altri 42 hanno votato con convinzione credo la situazione e gli equilibri siano evidenti. I sindaci hanno dimostrato unità e questo non sempre capita: sono soddisfatto perché con il 98 per cento del voto dell’assemblea, i colleghi mi hanno dato un mandato forte”, chiarisce l’esponente del Pd.
Ma prima di affrontare le questioni sollevate “strumentalmente nei miei confronti”, il nei coordinatore dei comuni del cratere del sisma fa un primo manifesto di questa nuova sfida:
“Subito al lavoro – spiega ancora – perché in ballo ci sono questioni vitali: il fondo complementare, il Pnrr e i fondi per lo sviluppo rappresentati dal Restart. Vanno impiegati il prima possibile, saranno le risorse più importanti che tornano essere investite su questo territorio terremotato, senza di queste non si farà il salo di qualità tanto sperato dopo una tragedia epocale. Dobbiamo colloquiare – continua – con la cabina di regia, il commissario Legnini, la struttura tecnica di missione ed i presidenti di regione di Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche. Si discuterà di temi fondamentali e bisognerà impegnarsi molto per ottenere risultati. Il resto sono fesserie. Dopo la elezione ed aver colmato la vacatio dei coordinatori, di deve voltare pagine puntando su il confronto, la proposta e la concretizzazione del lavoro. Già il 30 settembre prossimo faremo un primo confronto e ci voglio arrivare con il pieno mandato dei sindaci, i tanti che mi hanno votato come coordinatore, spero di portare anche il consenso dei pochissimi che non si sono trovati d’accordo con la mia elezione”.
Anastasio affronta senza problemi i rilievi sulla sua candidatura: la prima è che sono stati eletti esponenti dell’area omogenea due: “questo non significa niente, le nostre azioni sono per tutto il cratere, se i gruppi di sindaci hanno scelto in questo modo, vuol dire che si ha fiducia che le decisioni si prendano nell’intesse di tutti. E ci sono cose importanti e scadenze immediate”.
Altro tema messo in campo dai critici è la incompatibilità del ruolo con il mestiere di ingegnere che ha incarichi con la pubblica amministrazione nella ricostruzione: “La mia incompatibilità sta nella fantasia dello stesso personaggio che non avendo argomenti ha provato a gettare discredito anche con questo aspetto – tuona il sindaco di Pizzoli -. Come posso essere incompatibile se il ruolo di coordinatore è conseguenza della mia carica di sindaco? Se posso fare una cosa posso fare anche l’altra. Tirassero fuori argomenti veri”.
Ma le critiche vengono da un gruppo che è nel suo partito: “sto nel Pd ma con Petrucci non condivido né aspetti politici né personali. Io ho semplicemente accettato una proposta e mi sono messo a disposizione. La stragrande maggioranza è contenta, per molti il mio mestiere di ingegnere non è un punto di debolezza. Comunque, non voglio essere un parafulmine per la guerra di altri: ho dato la mia disponibilità dopo aver riflettuto e sono stato eletto – conclude -. Ora al lavoro”. b.s.





