L’AQUILA – Un incontro con Mario Fiorentino, coordinatore della Struttura tecnica di Missione che è l’organismo deputato ad orientare il complesso degli interventi sui processi di ricostruzione e di sviluppo nei territori colpiti dal sisma del 2009: a chiederlo sarà il Pd dell’Aquila, per ‘misurare’ lo stato d’attuazione dei progetti a valere sul 4% dei fondi per la ricostruzione destinati allo sviluppo socioeconomico del territorio.
E’ emerso ieri pomeriggio, nel corso della affollata assemblea organizzata nella sala Rivera di Palazzo Fibbioni dalla Costituente ‘L’Aquila domani’ che ha messo intorno al tavolo rappresentanti sindacali, delle associazioni datoriali e di categoria, oltre che esponenti istituzionali.
LA NOTA
Esplicito l’obiettivo: rompere l’assordante silenzio che è calato su questa leva economica straordinaria per il rilancio dei territori colpiti dal sisma di quattordici anni fa; non solo: si è voluto avviare un ragionamento collettivo che proseguirà nelle prossime settimane: i dem intendono arrivare all’incontro con Fiorentino con una proposta condivisa e concertata, dando il segnale che sulle scelte strategiche serva attivare percorsi aperti e partecipativi con le articolazioni territoriali, a tutti i livelli.
In apertura dell’assemblea si è ricostruita la cornice normativa che sottende al 4%, a partire dalla legge 125/2015 che ha legiferato sulla opportunità di utilizzare una quota fino ad un valore massimo del 4% degli stanziamenti della ricostruzione per lo sviluppo socioeconomico del cratere 2009; a valle venne approvato il programma ‘Restart’, il perno intorno a cui attuare il complesso degli interventi strategici previsti dal programma unitario concertato dall’allora giunta regionale di centrosinistra con le articolazioni territoriali.
Cospicuo il pacchetto di risorse disponibili: 220 milioni a valere sulla Legge di Stabilità 2015 e sui residui del decreto-legge 43/2023, cui vennero aggiunti i 100 milioni già assegnati con la delibera Cipe 135/2012 (all’epoca, si era ottenuto lo stanziamento del 5% dei fondi per la ricostruzione).
Le risorse vennero impegnate su 7 assi prioritari: sistema imprenditoriale e produttivo; turismo e ambiente; cultura; alta formazione; ricerca e innovazione tecnologica; agenda digitale; governance.
Si iniziò immediatamente a dare attuazione concreta al programma, anche con la convocazione periodica del tavolo tecnico voluto dall’allora vicepresidente della Giunta regionale Giovanni Lolli. Ed i risultati arrivarono, se è vero che tre anni e mezzo dopo, ad aprile 2019, risultavano approvati interventi per quasi 223 milioni, di cui 186 assegnati.
Con l’arrivo del centrodestra all’Emiciclo, però, il meccanismo si è inceppato: poco si è fatto da allora, se è vero che l’ultima delibera Cipe approvata, la 19 del 2022, certifica che vanno ancora indirizzati oltre 32 milioni di euro; significa che negli ultimi quattro anni si è riusciti ad impegnare poco più di 60 milioni, su assi strategici, tra l’altro, già individuati dalla passata governance.
Ma c’è di più.
Vanno indirizzate le risorse del 4% a valere sull’ultimo stanziamento per la ricostruzione, i 2,75 miliardi assegnati dal governo Conte nell’ottobre 2020: parliamo di 110 milioni di euro che, sommati agli oltre 32 milioni che residuano dalla vecchia programmazione, costituiscono un plafond di oltre 140 milioni di euro da impegnare nei prossimi anni sul territorio, in combinato, tra l’altro, con le risorse del Pnrr e del fondo complementare per le aree sisma.
Un’occasione straordinaria per il cratere; per non perderla, però, va ricostituito formalmente il tavolo di concertazione con sindacati, associazioni datoriali e di categoria, rappresentanze istituzionali: non si può pensare di poter programmare le risorse senza una reale partecipazione delle articolazioni territoriali. Ciò che serve è un nuovo ‘Restart’, un rinnovato programma strategico di intervento che non può che scaturire dal confronto e da un reale percorso di condivisione di obiettivi e risultati attesi.
In questo senso, il Pd depositerà in Consiglio comunale e in Consiglio regionale una mozione che impegni il sindaco del capoluogo e il presidente di Regione a riconvocare, finalmente, il tavolo restituendogli centralità, come accadeva in passato.
Contestualmente, il senatore dem Michele Fina sta preparando un’interrogazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri per avere contezza della reale attuazione dei provvedimenti fin qui assunti e del lavoro normativo che si sta facendo per attivare il 4% sull’ultimo stanziamento per la ricostruzione.






