L’AQUILA – Via libera all’erogazione delle risorse in favore delle grandi imprese ricomprese nei comuni del “cratere” sismico.
Il gruppo di lavoro costituito a seguito della delibera della Giunta regionale, ha infatti individuato quattro grandi imprese alle quali andranno complessivamente risorse per 11 milioni 686 mila euro.
Si tratta di ristori economici per i danni subìti da queste imprese per l’interruzione forzata della produzione a seguito del terremoto dell’aprile 2009.
Le aziende individuate sono: Menarini industrie farmaceutiche, che ha ottenuto un contributo di 617 mila euro; Edimo Holding con un contributo di 4 milioni 797 mila euro; Dompè Farmaceutici con un contributo di 5 milioni 428 mila euro; e infine Sanofi Aventis con un contributo di 842 mila euro.
Nello specifico le risorse sono state stanziate nella competenza del commissario delegato alla ricostruzione a seguito dell’ordinanza del Consiglio dei ministri dell’agosto 2011.
“L’erogazione dei ristori economici in favore delle grandi aziende – spiega il presidente della Regione Gianni Chiodi – è un’ulteriore conferma dell’importanza del lavoro fin qui svolto in favore di quelle imprese aquilane colpite direttamente o indirettamente dal terremoto”.
“Con queste misure economiche di ristoro – aggiunge – abbiamo garantito alle grandi imprese il mantenimento dei livelli occupazionali che potevano subire pesanti contraccolpi proprio in virtù del terremoto e scongiurato ipotesi di delocalizzazione che avrebbero portato alla perdita di posti di lavoro e all’impoverito del tessuto industriale aquilano”.
La misura sulle grandi imprese segue quella che ha riguardato le piccole e medie imprese ricomprese nei comuni del cratere sismico.
In quell’occasione ci fu la rimodulazione del fondi Por-Fesr per 35 milioni di euro con un bando pubblico.
In questo caso, invece, vista l’impossibilità normativa di utilizzare fondi strutturali europei per grandi imprese, è stata scelta la strada dell’ordinanza della presidente del Consiglio dei ministri che ha previsto risorse a bando pubblico in base dall’art. 87.2.b del Trattato europeo.



