FAGNANO ALTO – Si è cercato di ritrovare l’unità, all’assemblea dei sindaci dell’area omogenea 8, composta dai comuni maggiormente danneggiati dal terremoto del 2009, lunedì sera a Fagnano Alto (L’Aquila), dopo le baruffe sul futuro della governance della ricostruzione, che dal primo maggio subirà una rivoluzione con la chiusura, decretata dal governo, degli Uffici territoriali (Utr), che saranno accorpati all’Ufficio speciale della ricostruzione (Usrc) di Fossa.
Il sindaco di Acciano Fabio Camilli, che dice di rappresentare la posizione anche dei colleghi di Barisciano, Fagnano Alto, Fontecchio, Fossa, Ocre, Poggio Picenze, San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo, ad AbruzzoWeb puntualizza che “il fatto di voler superare il sistema degli Utr non significa voler rafforzare l’Ufficio speciale, su cui tutti abbiamo qualcosa da dire e a cui tutti abbiamo qualcosa da rimproverare”.
La soppressione degli Utr, d’altra parte, è ormai cosa decisa su cui il governo non sembra voler fare passi indietro.
E di questo sembrano consapevoli anche gli stessi amministratori, che stanno preparando una proposta di nuova governance che dia maggiore voce in capitolo alle aree più danneggiate e popolose del cratere, con il tavolo di coordinamento dei sindaci che sia ridisegnato in base ad una media ponderata tra abitanti e danni.
“Abbiamo condiviso l’assolutà necessità di superare tutte le polemiche sulla chiusura degli Utr, c’è un problema di fondo e sembra che ci sia una divisione tra chi vuole mantenerli e chi no e vuole rafforzare l’Usrc – dice Camilli – Ma il governo ha deciso di chiuderli a seguito della loro improduttività e questo non abbiamo potuto che accoglierlo con favore, perché rispetto ai sindaci di altre aree avvertiamo con maggior forza un ritardo nell’istruttoria delle pratiche di ricostruzione”.
Un aspetto, quest’ultimo, “non imputabile ad uno scarso impegno del personale – precisa il sindaco – perché ha una mole di lavoro enorme rispetto alle risorse umane”.
Infine, l’appello all’unità: “Sono di più le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono – fa osservare Camilli – raccogliendo l’appello all’unità del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, ci facciamo carico di elaborare un documento con delle proposte concrete di riforma dell’intero processo di ricostruzione, che coinvolge anche l’Ufficio speciale, che speriamo di elaborare nel più breve tempo possibile con il principio di riuscire ad avere la condivisione da parte di tutti, o quantomeno del maggior numero di sindaci possibili. Entro la fine del mese chiederemo la convocazione dell’assemblea dei sindaci del cratere in cui ritrovare l’unità”.
In prima fila tra i sindaci ribattezzati “No Utr” c’è quello di Ocre, Fausto Fracassi, che nei giorni scorsi ha anche polemizzato con il collega di Castel del Monte, Luciano Mucciante, sulla rappresentatività del tavolo di coordinamento dei sindaci, considerato dal primo poco democratico e rappresentativo delle esigenze dei comuni maggiormente danneggiati e popolosi.



