L’AQUILA – Uno scenario futuro incerto si prospetta per l’Italia e per l’Abruzzo, che nessuno può definire e sapere il punto di fondo.
La Cisl Abruzzo ha indetto il suo Comitato esecutivo per discutere e approfondire, con il suo gruppo dirigente, il tema della crisi e quello del ruolo del sindacato nella società, in presenza del Segretario nazionale Paolo Mezzio.
“Il sindacato, in un momento come questo dove la politica non ha più credibilità ed è incapace di svolgere la sua missione di rappresentanza, deve agire con la testa e non con lo stomaco richiamando al senso di responsabilità perché è compito di tutti consegnare ai nostri figli un Paese sano e una Regione sana, – afferma Paolo Mezzio -. Non possiamo guardare al presente con gli occhi del passato perché non stiamo affrontando la solita crisi passeggera, ma stiamo vivendo un momento in cui non riusciamo ad individuare un nuovo modello di sviluppo su cui investire”.
Il sindacato deve intraprendere una “rivoluzione culturale” al suo interno. I modelli organizzativi sindacali riscontrano forti difficoltà a fare fronte alla crisi. Bisogna rinnovarsi perché non possiamo immaginare una società senza sindacato e senza CISL sui territori per difendere e garantire i diritti di cittadinanza dei lavoratori, degli anziani, degli immigrati e dei giovani. La necessità di riformare la CISL nasce dall’esigenza di poter rispondere ai nostri rappresentati poiché sta mutando anche il rapporto tra il sindacato, i lavoratori e le istituzioni.
“La Cisl Abruzzo ha intrapreso un percorso di riforme con la regionalizzazione di tutta l’organizzazione che prevede anche il processo di accorpamento di due territori: Avezzano e L’Aquila. Essi si fonderanno, entro la fine dell’anno, in una unica Unione Provinciale. Una realtà importante, che renderà la CISL protagonista del processo di cambiamento di un territorio colpito duramente dal sisma e da processi di deindustrializzazione,- dichiara Maurizio Spina, Segretario generale CISL Abruzzo”.
Una Regione dove, secondo i dati economici occupazionali del II trimestre 2011, si registra un’inversione di tendenza con un aumento degli occupati e delle esportazioni, ma non possiamo pensare che solo le esportazioni possano trainare l’economia dell’Abruzzo in presenza di una stasi e diminuzione dei consumi interni. “Dobbiamo affrontare le crisi territoriali che interessano la nostra Regione con la sottoscrizione di contratti di sviluppo locale, strumenti di concertazione utili per favorire gli investimenti in Abruzzo. Il 13 aprile 2011 abbiamo siglato un Patto per lo sviluppo, che ha visto per la prima volta unite le Istituzioni, la politica (sia di maggioranza che di opposizione), le parti datoriali e i sindacati. Un’intesa che rappresenta un punto di svolta nella programmazione regionale, tanto nei contenuti quanto nel metodo, volta a risolvere le questioni economiche e occupazionali della Regione attraverso un metodo di confronto e di dialogo sociale. Oggi per il Patto si sta aprendo una seconda fase a seguito dello sblocco, da parte del Governo nazionale, delle risorse FAS e il rilancio dell’impegno delle Istituzioni per il riconoscimento della Zona franca a L’Aquila, – continua Spina”.
Per governare il processo di cambiamento la CISL agisce con consapevolezza e responsabilità perché il momento che stiamo vivendo è straordinario e non ordinario, quindi dobbiamo essere straordinari. Il padre ad un figlio “Ti auguro durante la tua vita di fare cose straordinarie”, conclude Paolo Mezzio.






