L’AQUILA – “Siamo molto felici per il via libera all’anticipo dei fondi da parte del Governo per la messa in sicurezza dell’autostrada A24 e A25, ma dobbiamo dire che il caro pedaggi è insostenibile, bisogna muoversi anche in quest’altra direzione”.
Commentano così ad AbruzzoWeb, Fiorenzo De Simone, sindaco del comune di Vicovaro e Giuseppe Proietti, primo cittadino di Tivoli, entrambi in provincia di Roma, dopo l’approvazione dell’emendamento alla legge di bilancio che sblocca i primi 58 milioni di euro, per evitare la chiusura dei cantieri dell’A24 e A25, a seguito dei terremoti del 2009, del 2016 e del 2017, fissato dal Decreto Sud a 50 milioni annui dal 2021 al 2025, grazie a un anticipo nel 2018.
La concessionaria Strada dei Parchi, società del gruppo Toto, aveva minacciato di interrompere i lavori, iniziati a maggio, per mancanza di coperture finanziarie e aveva richiesto, con urgenza, lo sblocco di 58 milioni, con una lettera inviata al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, firmata dall’amministratore delegato della società, Cesare Ramadori.
Dopo il plauso giunto ieri da parte delle amministrazioni abruzzesi, arrivano dunque anche le parole di soddisfazione anche da alcuni sindaci del Lazio.
“Tutto ciò che riguarda, in termini di sicurezza e manutenzione, le principali arterie di comunicazione, tra la Capitale e il resto d’Italia, deve essere fondamentale per le amministrazioni dei territori che insistono su quei tratti – dichiara De Simone – Si tratta di un segnale molto importante, perché lo sblocco dei fondi apre la strada alla realizzazione di un’opera strategica per l’intero Centro Italia”.
Il sindaco, poi, si dice speranzoso e propositivo sulla fase due del progetto, spiegando che “questo primo risultato lascia ben sperare per il futuro”.
Passata infatti questa prima fase, che riguarda in particolare ponti e viadotti, si passerà ad una seconda tranche di lavori, per la messa in sicurezza definitiva e completa delle due autostrade, che trova copertura con risorse europee, ma disponibili solo nel 2021, per questo avrebbe dovuto anticipare le somme la Cassa depositi e prestiti, ma con l’approvazione dell’emendamento si inizia a intravedere la fine della questione.
De Simone, però, sottolinea una nota negativa tutto questo, ma non meno importante.
“Unico nodo ancora da sciogliere, in tutta questa vicenda, è il salasso legato al pedaggio che potrebbe subire un ulteriore rialzo con l’inizio dell’anno – dice il primo cittadino di Vicovaro –
Parliamo di un’arteria che in molti utilizzano quotidianamente, per andare a lavoro, a scuola, insomma, credo che i costi si dovrebbero ridurre, non il contrario. Abbiamo messo in campo molte iniziative, insieme agli altri sindaci, in questo senso, perché, soprattutto nel tratto che va da Tivoli a Roma, il costo è davvero esagerato. Ci auguriamo solo che le nostre richieste vengano ascoltate”.
Concorda con De Simone anche il sindaco di Tivoli, che spiega quanto “questi pedaggi esagerati abbiano conseguenze sull’intero territorio”.
“Si tratta sicuramente di un’ottima notizia, soprattutto per l’importanza che A24 e A25 hanno in termini di comunicazioni tra il Lazio e l’Abruzzo – commenta – ma bisogna iniziare a parlare anche del costo dei pedaggi, in particolare nel primo tratto, che collega Tivoli con la Capitale, tra i più trafficati di sempre nei giorni lavorativi, che con l’arrivo dei giorni di festa diventa un tratto ad altissima intensità di traffico”.
A essere colpito duramente, dunque, è proprio il comune di Tivoli, utilizzato come “strada alternativa”.
“Noi ne paghiamo le conseguenze in costi ambientali, perché per evitare di pagare un pedaggio troppo alto, si preferisce passare attraverso il nostro comune, con un aggravio di inquinamento, che ha portato Tivoli a rientrare nella fascia più alta – aggiunge – Bisogna trovare un modo per evitare tutto questo e crediamo sia assurdo il paventato aumento nel 2018”.
“Resta il fatto che siamo molto soddisfatti della risposta del Governo, perché finora si è intervenuti a macchia d’olio sui tratti meno sicuri, ma in modo palliativo – conclude – c’era un estremo bisogno di una programmazione complessiva, parte di una visione più ampia e sicuramente più funzionale”.





