L’AQUILA – Si spacca il fronte dei socialisti aquilani, con i “riformisti” che seguono una strada diversa dal Psi canonico, che insorge ma sbaglia clamorosamente bersaglio.

E finisce per coinvolge anche questa storica ideologia la divisione aquilana che ha spezzato in due l’Italia dei valori.

Tutto è cominciato ieri quando l’ex assessore Giancarlo Vicini ha tenuto una conferenza stampa con Giuliano Di Nicola, fuoriuscito dall’Idv, annunciando la nascita di uno schieramento che dovrebbe chiamarsi “Democratici e socialisti per L’Aquila”.

Una bella deviazione dal percorso del Psi che, invece, attraverso il segretario provinciale Gianni Padovani, ha aderito al Patto per L’Aquila con l’Idv canonica del segretario regionale Lelio De Santis (arcinemico di Di Nicola), i Liberali e una formazione mista riconducibile ad Abruzzo civico.

La direzione del Psi l’ha ribadita, in serata, una nota del neo segretario regionale Giorgio D’Ambrosio, subentrato a metà dicembre a Massimo Carugno dopo 7 anni.

D’Ambrosio, pescarese, più volte sindaco di Pianella, ma anche ex deputato dell’Ulivo, dopo lunghe polemiche nel 2014 si è candidato alle Regionali nel centrosinistra con Centro democratico, prendendo 1.300 preferenze, ma mancando l’ingresso in Consiglio. È stato anche condannato in primo grado per peculato nell’ambito del processo al “partito dell’acqua”.

La sua nota, la prima a interessarsi della questione  dai toni crudi che, però, ha fatto strabuzzare gli occhi a chi la leggeva.

“Con riferimento alla odierna conferenza stampa del signor Marco Fanfani relativa alle elezioni al Comune de L’Aquila mi preme confermare la posizione del Psi aquilano e regionale”, ha esordito infatti D’Ambrosio, citando un nome che, però, con i Democratici e socialisti non c’entra nulla.

“Il Psi guidato dal segretario provinciale Gianni Padovani – ha aggiunto il segretario regionale – ha aderito al Patto per L’Aquila insieme alle altre forze politiche minori con il chiaro intento di creare una forza capace di confrontarsi con il Pd con pari dignità e rispetto delle nostre posizioni”.

“Uscite fuori da detto percorso sono di carattere strettamente personale e nulla hanno a che fare con la posizione del Psi chiaramente esposta nell’ultima conferenza stampa tenutasi prima delle festività natalizie”, ha concluso D’Ambrosio.

Una nota che ha suscitato la reazione irata e perfino sarcastica dei protagonisti.

“Non sono fisicamente all’Aquila, sono amico di Di Nicola come di altri, ma sono presidente della Fondazione Carispaq, sono fuori dalla partita delle elezioni comunali: D’Ambrosio è in stato confusionale, forse gli hanno riferito male”.

“Io sono stato segretario regionale, anni fa, di un Partito socialista vero e anche nella direzione nazionale con Craxi – rivendica Fanfani – ma ora sono fuori dalla politica. Certo per D’Ambrosio peggior esordio non poteva esserci. Mostri più rispetto”.

E poi, con una battuta, “non ho bisogno candidarmi sindaco, lo faccio ugualmente senza iter burocratico”, conclude Fanfani sogghignando.

“Nel nostro schieramento ci sono esponenti di un’area socialista che non si riconoscono nel Psi, che non hanno nulla a che vedere e a che spartire con quel partito – rincara la dose Di Nicola – D’Ambrosio non lo conosciamo perché non apparteniamo al Psi”.

Quanto a Fanfani, “non lo tirino in ballo, attualmente è presidente della fondazione Carispaq e non ha partecipato alla conferenza stampa – prosegue – C’è questo D’Ambrosio che è un perfetto sconosciuto e che si vuole intromettere nelle questioni dell’Aquila”.

“Invece di parlare con noi, parli con il segretario provinciale che non riesce a fare una lista autonoma e si deve aggregare all’Idv e ad altri personaggi che nulla c’entrano con questa città”, conclude Di Nicola. Alberto Orsini