L’AQUILA – “Ci troviamo in un momento storico in cui è necessario riunire tutte le nostre forze con l’intento di costruire una città nuova, aperta e viva anche nell’ambito della ricerca”.

Con queste parole, l’assessore comunale alle Opere pubbliche, Alfredo Moroni, ha aperto questa mattina la conferenza stampa di presentazione di “Sharper – La notte europea dei ricercatori” che per la prima volta, quest’anno, si svolgerà anche all’Aquila.

L’iniziativa, promossa in partnership dai Laboratori nazionali del Gran Sasso (Infn), dall’Università di Perugia e dall’Università Politecnica delle Marche, Sharper, acronimo che sta per “Sharing Researcher’s Passion for Excellence and Results”, è in tutto simile ad una notte bianca, interamente dedicata al mondo della ricerca.

Obiettivo della notte europea dei ricercatori è mettere in primo piano, con modalità originali e del tutto innovative, il valore e il senso della ricerca stessa e il suo rapporto attivo con i cittadini.

Rientrando infatti a pieno nell’ambito della rassegna promossa già da 10 anni dalla Commissione Europea con l’obiettivo di diffondere tra il grande pubblico il valore della scienza, fa riferimento a un progetto più vasto che a livello nazionale, oltre al capoluogo, coinvolgerà anche le città di Perugia e Ancona.

Tanti gli eventi, molti dei quali vedranno protagonisti i giovani ricercatori che mireranno a condividere con il pubblico l’entusiasmo, le emozioni e il desiderio di conoscenza che caratterizzano la loro opera quotidiana per far emergere quella che è l’eccellenza del loro lavoro e, contemporaneamente, sottolineare lo stretto rapporto tra ricerca e società.

Il tutto all’insegna dell’intrattenimento, del confronto e del dialogo diretto con un pubblico più vasto.

All’Aquila gli appuntamenti saranno circa 20 e saranno coordinati dall’Infn, in collaborazione con l’Università dell’Aquila, il Gran Sasso Science Institute e il comune dell’Aquila.

Il progetto sarà inoltre gestito nel suo complesso da Psiquadro, società no profit che da oltre 10 anni si occupa di promuovere eventi culturali simili. 

“L’obiettivo primario di questa iniziativa – dichiara il coordinatore nazionale del progetto, Leonardo Alfonsi – è soprattutto quello di condividere la passione per la ricerca, attraverso una partecipazione attiva dei cittadini che possa porre le basi per la costruzione delle città del futuro”. 

Presenti alla conferenza stampa, oltre all’assessore Moroni e ad Alfonsi, anche il direttore dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, Stefano Ragazzi, il direttore del Gran Sasso Science Insitute, Eugenio Coccia e il rettore dell’Università degli studi dell’Aquila, Paola Inverardi.

“Stiamo parlando di una manifestazione che implica l’utilizzo di moltissime risorse umane e finanziarie – ha aggiunto la Inverardi – mettendo in primo piano proprio la volontà di scendere tra le persone e di coinvolgerle il più possibile in un processo di riappropriazione identitaria della città”. 

L’evento si snoderà  infatti attraverso numerosi momenti come spettacoli, conferenze, laboratori per ragazzi e adulti, mostre interattive e performance artistiche, che si svolgeranno sia nel centro dell’Aquila, sia in ambienti inconsueti, come centri commerciali e altri luoghi che, dopo il terremoto, hanno acquisito un grande valore simbolico per lo sviluppo futuro. 

Più precisamente saranno 50 le iniziative nazionali, nel corso delle quali, i tre capoluoghi avranno anche la possibilità scambiarsi i progetti programmati per quest’anno e creare una sorta di carosello itinerante di eventi tra Abruzzo, Marche e Umbria.

Già prevista, inoltre, un’altra carrellata di attività che, in collaborazione con le Notti dei Ricercatori che si svolgeranno nei paesi dei Balcani, avranno luogo nelle stesse città dell’Aquila, Ancona e Perugia il 25 settembre 2015. 

“Partecipando –  conclude Eugenio Coccia – si compie l’importante mandato della diffusione del sapere. Considero il 26 settembre un giorno di semina: semineremo passione e conoscenza che poi saranno utili per le costruzioni future”.