MONTESILVANO – “Non ci sono altri colpevoli nello specifico, ma devono cambiare alcune leggi. E’ la politica a dover cambiare le cose, attraverso le leggi”.
Lo dice all’Ansa, a margine di un evento a Montesilvano (Montesilvano), Gessica Notaro, all’indomani della sentenza di condanna a 15 anni, da parte della Corte di Appello di Bologna, nei confronti del suo ex fidanzato Edson Taveres, che nel 2017 la sfregiò con l’acido.
A proposito del pronunciamento, la giovane si definisce “contenta, soddisfatta: nulla mi ridarà quello che mi è stato tolto, ma secondo quelle che sono le leggi italiane è andata bene”.
In riferimento al sistema normativo poco efficiente in casi come il suo, Notaro sottolinea che “il gip, giustamente, ha commesso un errore perché è un essere umano e questo lo voglio sottolineare. Lui ha ascoltato solamente la versione dell’uomo maltrattante e non la mia – dice – ma perché la legge lo prevede. Se la legge avesse previsto che era d’obbligo ascoltare la sua versione e anche la mia, sicuramente il gip l’avrebbe arrestato subito e non l’avrebbe lasciato agli obblighi domiciliari”.
“Vi chiederete che senso ha denunciare se poi si finisce come me? Vero. Ma voi denunciate a priori e parlate senza vergogna con le persone che vi sono attorno”, consiglia Notaro, che ha raccontato di essere “caduta in una trappola senza rendermene conto” con lui che “esercitava su di me continue violenze psicologiche”.
Poi il ricordo di otto mesi di stalking, fatto di tre fasi: “la prima – ha detto – in cui mi ha fatto terra bruciata attorno, così l’unica scelta era rimettermi con lui; la seconda, quella del ‘se non torni con me mi tolgo la vita’; la terza, cioè quella del ‘se non torni con me ti rovino la vita senza toccarti con un dito'”.
“Mi era stato detto di non esagerare, ma io me l’aspettavo, dopo lo stalking andato avanti per otto mesi. Lui aveva tante denunce, le mie, quelle dei miei colleghi e, nonostante ciò, non è stato fermato. Il mio invito, però – ha concluso parlando agli studenti – è quello di denunciare a priori”.
All’iniziativa, al Pala Dean Martin, hanno preso parte anche la criminologa Monica Di Sante, il vice sindaco Ottavio De Martinis e la presidente regionale di Federvita Abruzzo, Patrizia Ciaburro.





