L’AQUILA – Una “convocazione d’urgenza”, quella di stamattina per il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che parteciperà alla riunione in prefettura del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per discutere dei primi 54 sfratti che entro il mese di luglio colpiranno i morosi totali dei progetti Case per quanto riguarda i canoni di compartecipazione.
“La dirigente ha inviato alla prefettura l’elenco dei primi sfratti e ieri sono stato convocato per partecipare all’incontro – afferma il sindaco – Come avevo già detto il probelma delle persone che resteranno senza casa non sarà del Comune, che tra l’altro non ha soldi per poterlo fare, ma del governo”.
Dopo la condanna da parte della Corte dei conti per la mancata riscossione di canoni e bollette, Cialente non ha dubbi nell’affermare che “si applicherà la legge. Non possiamo farci condannare un’altra volta”.
Il sindaco scarta anche l’ipotesi di una sistemazione degli alberghi per alberghi perché, dice, “ci condannerebbero di nuovo per danno erariale”.
“Saranno inviate le forze dell’ordine a sgimberare le case – prosegue – Parlerò anche di questo nella riunione. Il Comune fa sul serio, le persone devono capire che c’è una legge dello stato che regola il pagamento dei consumi a metro quadrato, dei canoni di compartecipazione e delle spese di condominio”.
Intanto stanno partendo le prime 50 ingiunzioni di pagamento anche per i morosi totali delle bollette che avranno 10 giorni di tempo per iniziare a regolare le loro posizioni, poi entro un mese scatterà lo sgombero coatto.
Le utenze non pagate dal 2010 a oggi ammontano a circa 6,4 milioni di euro, una cifra che fa impallidire sindaco e amministrazione pronti a recuperare i soldi in ogni modo possibile, anche decurtando le cifre dai contributi privati per la ricostruzione delle abitazioni e dai rimborsi che i cittadini devono avere per i traslochi effettuati nel dopo sisma.
Dal 2010 al 2013 i consumi totali delle piastre sono stati di oltre 11 milioni euro e al Comune mancano all’appello ancora 4 milioni.
Dei 3 milioni di euro di cosumi del 2014, inoltre, secondo i dati forniti dall’amministrazione, è stato saldato solo il 51,68 per cento, mentre dei 700 mila euro di consumi del primo bimestre 2015 il Comune ha riscosso solo il 16 per cento del totale.
A nulla sono valse le proteste degli assegnatari di progetti Case e Map che lo scorso 18 giugno si sono riversati nel piazzale di villa Gioia per protestare contro il pagamento delle utenze a metro quadrato e contro le “ingiuste tasse condominiali”, arrivate ai residenti dei Map.
“Dovranno pagare tutti – conclude il sindaco – Bollette, canoni e tasse condominiali perché è una legge dello Stato che lo dice, non io. Il prossimo inverno passeremo a staccare le utenze e i cittadini si ritroveranno al freddo. Non so più come dirlo: bisogna pagare, altrimenti chi non salda andrà fuori di casa”.






