ATESSA – “Come annunciato nel corso delle ultime settimane di dicembre, la lotta sindacale in Sevel è andata avanti e continuerà a svilupparsi nei giorni e nelle settimane che verranno”.
Lo afferma il segretario generale della Fiom di Chieti, Davide Labbrozzi, sindacato che ha indetto un’ora di sciopero da attuarsi nella giornata di martedì 23 febbraio.
“Inoltre – fa sapere Labbrozzi – nelle prossime settimane, si terranno delle assemblee sindacali con l’obiettivo di sviluppare un’analisi attenta degli ultimi avvenimenti e, in quell’occasione, sarà affrontato il tema dei diritti generali. Lo Statuto dei Lavoratori diverrà oggetto di discussione per approfondire la proposta di aggiornamento della Legge 300 che la Cgil intende mettere al centro del percorso sindacale che verrà”.
Il sindacalista rimarca le ragioni che sono alla base dell’ iniziativa sindacale in Sevel: “ridurre le pause corrisponde a peggiorare la vita lavorativa; aumentare i carichi di lavoro significa determinare una sofferenza inaccettabile; ignorare la logica di ridistribuzione della ricchezza corrisponde a non riconoscere i sacrifici profusi; lavorare sistematicamente al sabato ed alla domenica significa peggiorare la vita sociale; non contrattare, non discutere, rivela la volontà di imporre le scelte che fanno bene ad una sola parte”.
“Nel sottolineare il no della Fiom alle politiche aziendali previste dal Ccsl, in modo particolare in merito ai diritti da praticare in piena libertà – prosegue Labbrozzi – la Fiom intende ribadire che scioperare è un diritto sacrosanto di chi lavora. Tra l’altro, detto diritto, è chiaramente previsto dalla Legge Madre del nostro Paese, la Costituzione Italiana. Qualsiasi atto, a partire dagli spostamenti di chi sciopera presso altra postazione, oppure presso altro turno, è da considerare un atto incostituzionale. La Fiom, non accetta e non accetterà alcuna forzatura in tal senso. Chi sciopera va rispettato in quanto la libertà di scioperare non può essere considerata un optional. Si ribadisce – conclude il segretario generale del sindacato dei metalmeccanici – che la Fiom pretende un confronto serio su quelle dinamiche che incidono direttamente ed indirettamente sulla vita delle persone. Bisogna ridare dignità al confronto sindacale per poi ristabilire il giusto rapporto tra le decisioni assunte e coloro che quelle decisioni sono chiamati a viverle sulla loro pelle. Nessuno è titolato a decidere per gli altri”.



