ATESSA – Produzione dimezzata alla Sevel di Atessa (Chieti) e 40 per cento di adesioni allo sciopero convocato dalla Fiom-Cgil di Chieti per protestare contro la disdetta degli accordi sindacali da parte di Fiat.
I dati del sindacato contrastano con quelli diffusi dal Lingotto, secondo cui le adesioni si attestano invece al 17 per cento.
“Il turno di straordinario ha fatto registrare una produzione di 210 furgoni sui 430 previsti – dichiara il segretario provinciale della Fiom-Cgil di Chieti, Marco Di Rocco – la produzione è quindi, secondo i dati in nostro possesso, più che dimezzata. Circa il 40 per cento degli operai ha aderito allo sciopero di 8 ore; in fabbrica c’è grande attenzione al problema della ‘pomiglianizzazione’ di Sevel, gli operai sono preoccupati per la crisi e le conseguenze della disdetta degli accordi sindacali”.
“Martedì è prevista una grande partecipazione alle assemblee di due ore che la Fiom terrà davanti i cancelli dello stabilimento nei turni di mattina (9-11) e pomeriggio (15-17) – sottolinea Di Rocco – da quelle assemblee dovranno scaturire nuove azioni di lotta per impedire un accordo sindacale separato in Sevel. Ci giocheremo tutte le nostre carte per scongiurare la ‘pomiglianizzazione’ del più grande stabilimento d’Europa per produzione di veicoli commerciali leggeri”.
La Fiom, nel caso in Sevel dovesse arrivare un accordo modello Pomigliano, rischierebbe di rimanere fuori dalla fabbrica in quanto non firmataria dell’accordo applicato nello stabilimento campano.
“I lavoratori sono molto preoccupati della prospettiva di non avere un sindacato come la Fiom in fabbrica – conclude Di Rocco – abbiamo 800 iscritti, siamo il secondo sindacato in Sevel dopo la Fim-Cisl che ha 900 iscritti, mentre nel gruppo Fiat siamo a quota 11.000”.
La disdetta degli accordi sindacali a partire dal primo gennaio 2012 riguarda tutti gli stabilimenti del gruppo torinese, sia quelli di Fiat Spa sia quelli di Fiat Industrial.






