L’AQUILA – “E’ importante comprendere che la malattia del cervello e della mente va analizzata sotto la lente di ingrandimento di sesso e genere. Intendendo per sesso il nostro dna, il codice genetico, e per genere quello che la società fa di ciascuno di noi quello che è ritenuto più consono ad un ruolo femminile piuttosto che maschile”.
Le malattie del cervello e della mente da una nuova prospettiva: le differenze di sesso e di genere. Questo è stato l’argomento dell’intervista in diretta streaming di Abruzzoweb, con la neuroscienziata Antonella Santuccione Chadha, che assieme alla collega Maria Teresa Ferretti, è autrice del libro “Una bambina senza testa”, pubblicato da Edizioni Mondo Nuovo di Pescara.
Santuccione, 46 anni, è medico, patologo clinico con profonda conoscenza delle neuroscienze e delle malattie del cervello, è nata a Penne e vissuta a Cepagatti, infanzia con i nonni a Cugnoli, , marito indiano, due figli, oggi vive a Zurigo dove lavora per una compagnia di biotecnologie e si occupa della malattia di Alzheimer.
Ha una vasta esperienza nella ricerca preclinica, nel trattamento dei pazienti, nello sviluppo clinico dei farmaci, negli affari medici e regolatori, ma anche nella creazione del quadro normativo internazionale per la malattia di Alzheimer.
“Ci sono malattie che colpiscono più le donne come l’Alzheimer, altre più gli uomini. Questo approccio – spiega ancora nell’intervista Santuccione – è fondamentale dal punto di vista diagnostico e terapeutico. Spesso la diagnosi per le donne delle malattie arriva in età più avanzata”.
Il libro è dunque uno spezzone della vita di un giovane medico che cerca di diagnosticare e curare quanto di più complesso oggi possa ancora esistere in medicina: le malattie del cervello e della mente. Questo mentre si prepara ella stessa ad accogliere il frutto di un grande amore.
Un dialogo appassionante fra due amiche scienziate che riesce a coniugare teoria ed esperienza clinica e di vita vissuta offrendo al lettore un viaggio di conoscenza originale e appassionante.
La storia personale di Antonella, medico nell’ospedale psichiatrico dell’Università di Zurigo, uno dei centri più famosi al mondo per lo studio e la cura delle malattie del cervello e della mente, si intreccia a 9 racconti liberamente ispirati a casi clinici approfondendo problemi e conoscenze riguardanti una tematica ancora pregiudizialmente intrisa di paura, mistero e vergogna.
“In questo mio narrare – spiega la Santuccione – parlano le voci di coloro che ho avuto il privilegio di incontrare durante il mio vissuto di medico e ricercatore in psichiatri. In questo mio narrare parlano le voci di coloro che ho avuto il privilegio di incontrare durante il mio vissuto di medico e ricercatore in psichiatria. In questo mio narrare parlano le voci di coloro i quali, ahimè, spesso una voce più non hanno. In questo mio narrare mi rapporto a voi per cercare di capire insieme cosa sottende alle malattie del cervello e della mente”.
.L’INTERVISTA






