PESCARA – Alzi la mano chi quando sente parlare del Pescara non pensa anche solo involontariamente a “Zemanlandia”. Belli i tempi in cui Immobile, Insigne, Verratti e Cascione facevano volare il “Delfino” con un gioco spumeggiante, che valse meritatamente la promozione in Serie A. Quel Pescara ha fatto sicuramente innamorare degli adriatici molti calciofili, ma oggi la situazione degli abruzzesi è decisamene più seria di allora. Stiamo parlando di una squadra che naviga tra i bassifondi della classifica di Serie B e che vede quantomai lontano il ritorno sui grandi palcoscenici del pallone italiano.
Stroppa, Bucchi, Marino, Cosmi, Baroni, Oddo, ancora Zeman, Pillon, Zauri, Legrottaglie, di nuovo Oddo. Una sfilza di allenatori lunghissima quella che ha occupato la panchina dei biancazzurri in questi anni. L’ultima retrocessione in Serie B risale al 2016/2017. Un paio di stagioni fa il Pescara aveva conosciuto un inizio di stagione brillante, con tanto di primo posto in classifica, poi arrivò la resa ai playoff. Pillon lasciò la squadra con una media punti interessante, ma il suo successore Zauri non fu all’altezza e si dimise già a gennaio. Nella scorsa annata fu Sottil, subentrato a Legrottaglie nelle ultime giornate, a guadagnarsi la salvezza grazie alla lotteria dei rigori nei play-out contro il Perugia.
La rosa attualmente a disposizione di Massimo Oddo non vanta purtroppo elementi di spicco, per quanto l’esperienza non manchi. Ad esempio, in passato Fiorillo veniva considerato tra i possibili eredi di Buffon in Nazionale. Bocchetti è un difensore dai grandi trascorsi internazionali, che conosce anche il calcio estero. Valdifiori ha conosciuto un periodo importante a Empoli conquistando per poco anche l’azzurro, prima di cadere nella parabola discendente a Napoli. Antei ha calcato per diverso tempo i campi della Serie A. Molti altri giocatori, però, sono piuttosto giovani e rischiano di rivelarsi inadeguati per assicurare un futuro al Pescara. I punti di forza di questa squadra si possono individuare dunque in quei pochi leader che hanno l’obbligo di ricordare nello spogliatoio quali sono le zone di competenza del “Delfino”.
Oggi il Pescara è forse tra le maggiori candidate alla retrocessione in Serie C. Prima della sosta delle Nazionali, almeno, è arrivata la prima vittoria della stagione, con il 3-1 inflitto al Cittadella tra le mura amiche. Il campionato era cominciato con un pareggio di prestigio contro il Chievo Verona, ma sono subito seguite 5 pesanti sconfitte di fila: contro la Reggina, contro l’Empoli, contro il Venezia, contro il Frosinone e contro il Lecce. Come se non bastasse, i biancazzurri sono stati già eliminati dalla Coppa Italia, perdendo 3-1 in casa del Parma.
La difesa, capace di incassare in media più di due goal a partita, è tra le peggiori di tutta la Serie B. Analizzando le quote calcio disponibili su piattaforme dedicate, è difficile immaginare il Pescara tra le aspiranti alla Serie A. Gli obiettivi stagionali, infatti, rischiano di essere ridisegnati nel giro di breve tempo. Di certo Oddo non si aspettava uno scenario del genere quando si è ripresentato sulla panchina adriatica. Al momento, comunque, la classifica è ancora piuttosto corta e le possibilità di fare un bel balzo in avanti nel giro di poche partite ci sono tutte.






