LANCIANO – Vigilia di campionato in casa Latina. Nell’anticipo del quinto turno i nerazzurri ospiteranno al Francioni (ore 19) la Virtus Lanciano, avversaria ancora imbattuta e reduce dal successo di misura contro l’Avellino.

Le sensazioni di mister Roberto Breda, tecnico dei laziali, nella conferenza stampa di presentazione del match, raccolte da TuttoLatina.com: “Quella di domani può essere l’occasione per vedere all’opera giocatori assenti sabato. L’emergenza non può essere un alibi, ma deve diventare uno stimolo per fare meglio. Figliomeni ha recuperato, Jonathas e Milani no. Tra domani e martedì, quando andremo a Padova, ci attendono due battaglie. Il tempo è l’unica componente che non possiamo controllare e dobbiamo guadagnarci attraverso risultati e prestazioni. Ripartiamo dalle positività portate via sabato scorso da Cittadella, cercando di crescere e di diventare sempre più forti”.

Gli abruzzesi di Baroni hanno spesso fatto male sfruttando palle inattive e ripartenze: “Qualche accorgimento l’abbiamo preso, consci di poter a nostra volta sfruttare i saltatori di cui disponiamo. Abbiamo lavorato soprattutto su questi concetti, cercando di trasmettere sicurezze ai ragazzi. Serviranno attenzione e concentrazione nelle marcature e nelle coperture”.

Formazione top secret: “Non posso dire chi giocherà, devo valutare alcune cose nella maniera giusta”. Al termine della rifinitura lungo faccia a faccia tra il tecnico vicentino e Barraco, in predicato di partire tra i titolari: “È un giocatore importante, fa parte del progetto a prescindere dal fatto che domani giochi o meno. In questo momento non c’è nulla di definitivo, ho un gruppo di 28-29 giocatori e quelle che sembrano sicurezze possono essere stravolte rapidamente”.

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI MISTER ROBERTO BREDA

Alla vigilia della gara col Lanciano c’è una situazione di emergenza. Come fronteggiarla?

Non è un alibi, possiamo comunque fare bene. Ci manca qualcosa ma va bene così. Può essere l’occasione per vedere giocatori che sabato non c’erano o per rivedere situazioni che ancora non sono “mie”.

Chi sarà assente?

Figliomeni ha recuperato, Jonathas no.

Milani?

È assente.

In questa settimana ha conosciuto meglio la squadra…

Abbiamo lavorato abbastanza bene. C’è un periodo fisiologico di adattamento, c’è un lavoro diverso che i ragazzi hanno bisogno di capire. È stata una buona settimana di lavoro. Speriamo che le sensazioni degli allenamenti vengano portate anche la domenica. La partita in casa è diversa, quando sei in casa ti viene richiesto qualcosa in più. Dobbiamo essere bravi a mantenere quell’equilibrio avuto a Cittadella, diventando ancora più propositivi e determinativi.

Questo come si traduce tatticamente?

In lavori ed atteggiamenti. Bisogna interpretarla nella maniera giusta. Non dico che mi spaventi più questa partita della scorsa, però so che è una partita che ha insidie diverse dall’altra, per come può svilupparsi e per caratteristiche dell’avversario. Loro portano avanti una filosofia collaudata, con gli interpreti dell’anno scorso. Hanno fatto risultato a Cesena e sono stati i primi a battere il Cesena. Al di là del nome è una squadra importante.

Due partite importanti in quattro giorni…

Nel calcio sono tutte partite importanti. Il tempo è l’unica componente che devi guadagnarti con risultati e prestazioni. Questo è il calendario, è logico che non dobbiamo avere alibi. Si lavora con la consapevolezza di poter far bene in entrambe le battaglie. Dobbiamo partire dalle positività di sabato scorso, crescendo e diventando sempre più forti.

Quale sarà la coppia d’attacco?

Soprattutto in questo momento si è in una fase di continua elaborazione, con tante certezze ma con soluzioni diverse. Magari ora ho un’idea e domattina potrebbe cambiare.

Ha parlato a lungo con Barraco…

Lui è un giocatore importante ma a dirlo si manca di rispetto ad altri. Sabato non ha giocato, lo reputo un giocatore che fa parte del progetto a prescindere dal fatto che domani sia o meno in campo. Devo lavorare non solo sul campo, ma anche sulle certezze. È un ragazzo sensibile, ma parlo con lui come con altri, con chi gioca così come con chi non gioca. Siamo in 28-29, 4 o 5 vengono penalizzati e questo fa parte del gioco. Nulla è definitivo in questo momento, quelle che sembrano sicurezze, anche in negativo, vengono stravolte nel giro di poco tempo.

Barraco mezzala è un’idea concreta?

Non posso dire chi giocherà. Nel rispetto del lavoro di tutti, devo cercare di provare le cose nella maniera giusta.

Avete preparato degli accorgimenti per le palle inattive?

Il Lanciano, con Mammarella esecutore e due centrali-goleador, ha spesso fatto male di recente. Qualcosa abbiamo fatto, ma anche a nostro favore considerando i nostri saltatori. Il campo dirà se abbiamo fatto le cose giuste oppure no.

Il gruppo sembra ancora molto teso. Ha avuto la stessa sensazione?

Mi sembra che le cose vadano meglio, anche rispetto a venerdì scorso. Nell’allenamento di due giorni fa erano molto imballati, perchè il lavoro cambia e quindi ci vuole un po’ ad assimilarlo. Già ieri le cose andavano meglio, ci sta e fa parte del gioco. Nel mio modo di lavorare, i primi giorni sono molto carichi e duri, poi il picco della fatica scende e le gambe si “puliscono” e diventano brillanti.

Il Lanciano sfrutta gli spazi. Avete preparato qualche accorgimento?

Anche il Cittadella era così e lì siamo riusciti a dare equilibrio senza rischiare nelle ripartenze. Abbiamo lavorato su questi concetti, andando a dar sicurezza ai ragazzi. Le loro pericolosità maggiori sono palle inattive e ripartenze. Domani potremo essere un po’ più alti rispetto a Cittadella, a maggior ragione ci vorrà attenzione nelle marcature e sulle coperture.

Ghezzal dall’inizio è una scelta effettuata per fargli recuperare il ritmo partita? Non sarebbe più incisivo in corso d’opera?

Soprattutto per gli attaccanti, non mi aspetto mai i 90 minuti. Mi aspetto anche un contributo anche in fase di non possesso, preferisco che facciano bene finchè ne abbia. In quel momento ho pensato di mettere la squadra più adatta a partita ad avversari. Era la prima volta che vedevo lui e Jonathas insieme, era un’incognita e secondo me hanno fatto bene facendo intravedere cose interessanti.

Jonathas a Cittadella dall’inizio non è stato un rischio eccessivo?

Io sono sempre per la salvaguardia dei ragazzi. Quando si tratta di certi problemi, nell’analisi collettiva che avevamo fatto sembrava potesse esserci la possibilità di farlo entrare. Se ho paura che stia male, non posso farlo entrare, perchè mi brucio due cambi per niente. Reputandolo un giocatore importante, devo fargli sentire la fiducia. Dopo una scelta che sembrava sicura e garantista, sotto l’aspetto fisico, ho pensato di metterlo dall’inizio. Sapevo che non avrebbe finito la partita, perchè come Ghezzal non ha i 90 minuti, ma era per centrare più obiettivi senza rischiare, facendogli sentire fiducia, importanza e per vederlo con quel tipo di gioco e coppia. È stato un problema su un punto diverso, non dove l’aveva durante la settimana. Speriamo non sia una cosa lunga, credo che lui abbia sentito fiducia. Nelle sue sensazioni c’era quella di giocare. Non decide il ragazzo, ma se si sente bene è un segnale che può giocare.

Quando è uscito Jonathas sono cambiate le caratteristiche dell’attacco. Perché non Jefferson?

Avevo visto che si creava uno spazio importante tra la loro difesa e il centrocampo e Negro ha caratteristiche importanti in quella zona. Lui ci ha dato anche una grande mano in difesa, perchè nelle uscite puoi avere, quando sei stanco, più difficoltà. Grazie alle caratteristiche di Maikol, quando hanno iniziato a far circolare palla, non abbiamo più sofferto. Ho fatto scaldare immediatamente entrambi, poi ho deciso di portare varianti per quello che si era visto in quei 20 minuti.

(in collaborazione con TuttoLatina.com)