PESCARA – “Ci dobbiamo attenere alle evidenze oggettive: il ministero e l’Aifa hanno stabilito di sospendere la somministrazione del lotto interessato ma ad oggi non c’è nessun evidenza di un nesso di causalità. Noi l’abbiamo utilizzato a febbraio ma gli eventi avversi riferiti alla farmacovigilanza sono relativi a febbre, dolori muscolari, vomito. Si tratta di poche decine rispetto alle migliaia di dosi somministrate”.
Così il responsabile regionale per le vaccinazioni in Abruzzo Maurizio Brucchi, rispondendo alle domande dei giornalisti in merito alle dosi vaccino anti-Covid AstraZeneca appartenenti al lotto ABV2856 sono state sequestrate in tutte Italia dopo tre morti sospette in Sicilia.
Le dosi del vaccino anti-Covid AstraZeneca appartenenti al lotto ABV2856 sono state “ampiamente usate” in tutto l’Abruzzo, come nel resto d’Italia, già “dal 27 febbraio e fino a questa mattina”, ma “ad oggi non sono state segnalate reazioni avverse”, è quanto ha appreso l’Ansa da fonti della Regione.
In particolare, negli ultimi giorni, quel vaccino è stato somministrato al personale scolastico, nel centro allestito al Pala Dean Martin di Montesilvano.
Anche in Abruzzo si registra una grande apprensione dopo la circolazione delle notizie relative al blocco: decine le telefonate che arrivano dai cittadini alle Asl, ai 118 e perfino alle redazioni giornalistiche.
La vaccinazione, intanto, prosegue, sia con gli altri vaccini che con le dosi di Astrazeneca degli altri lotti disponibili.
“Stiamo terminando le scuole – ha spiegato Brucchi – siamo ripartiti con gli 80enni e dunque stiamo terminando con le categorie che ci sono state assegnate fino ad oggi. Dalla prossima settimana partiremo con i fragili e in particolare con i disabili”.
Successivamente alla somministrazione della seconda dose agli ultraottantenni che si erano iscritti sulla piattaforma nella prima fase, per evitare confusione, saranno inoltre vaccinati anche quegli ultra 80enni che hanno espresso la propria manifestazione di interesse dopo l’avvio della campagna vaccinale a loro dedicata.
Fare un’indagine “rigorosa e trasparente” ma “al momento nessuna deviazione attribuibile al vaccino AstraZeneca”. Così Andrea Crisanti direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova a 24Mattino su Radio 24.
“In casi come questi – spiega Crisanti – bisogna fare un’indagine rigorosa e trasparente, ma non ci sono al momento deviazioni numeriche tali da attribuire al vaccino queste situazioni”.
“Quando si vaccinano milioni di persone si può stabilire una relazione temporale ma non necessariamente causale fra l’atto della vaccinazione e un evento sfavorevole – aggiunge Crisanti a Radio 24 – bisogna però rassicurare le persone che grazie a tutti i controlli e procedure che sono state messe in atto prima di approvare il vaccino noi possiamo risalire retrospettivamente tutta la storia di ogni singola fiala di vaccino, un tracciamento che ci permette di verificare cosa è accaduto”.
Il vaccino AstraZeneca, in seguito ad alcune segnalazioni da verificare su problemi circolatori (trombosi) riscontrati in alcune persone da poco vaccinate, è stato sospeso nel suo utilizzo anche in altri Paesi. La sospensione ha poi interessato anche un altro lotto di vaccini consegnati in Italia. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) hanno chiarito che “al momento non c’è un «nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi”.
Ricordando che sall’inizio delle campagne vaccinali, solo in Europa sono state somministrate circa 16 milioni di dosi del vaccino di AstraZeneca, “senza che emergessero problemi o effetti avversi imprevisti, rispetto a quelli riscontrati durante i test clinici dell’anno scorso”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi a Mattino Cinque
“Nessuno può dire se ci siano connessioni ma io dico che la gente da queste cose deve essere ancora più tranquilla perché vuol dire che i controlli ci sono. Noi abbiamo dei sistemi di controllo che sono rigidi e rigorosi in tutte le fasi, dalla ricerca, alla produzione, al post somministrazione”.
“Abbiamo un sistema di farmacovigilanza a livello mondiale, europeo, italiano che funziona molto bene, infatti – ha spiegato – in 24 ore qualsiasi caso succeda deve essere segnalato e questa è la dimostrazione che si prendono le precauzioni”. Nei farmaci, ha chiarito, “funziona così: appena c’è una segnalazione si blocca tutto, si fanno i controlli, si deve verificare se questo caso è dovuto al vaccino o no e poi si può ripartire o meno a seconda delle indagini che vengono fatte. La gente non lo sa ma su ogni farmaco, anche sui più comuni c’è un bollino che consente di tracciare il farmaco in qualsiasi momento. Quindi quando distribuiamo un farmaco noi e lo Stato sappiamo esattamente dov’è proprio perché c’è questo sistema di controllo. Per cui quando c’è un caso in maniera ovviamente preventiva si blocca il lotto e si va a vedere”.






