L’AQUILA – “E’ inaccettabile il tradimento che la destra ha fatto in senato, stravolgendo la legge sul consenso che finalmente e con un ritardo gravissimo era stata approvata all’unanimità in senato. Vogliamo che gli emendamenti della Bongiorno vengano ritirati e si torni al testo approvato unanimemente”.

Così le consigliere comunali Stefania Pezzopane e Simona Giannangeli questa mattina in conferenza stampa, alla presenza e con il contributo di Silvia Frezza Presidente del CAV L’Aquila, Loretta Del Papa e Betty Leone dell’Associazione Donne Terremutate, hanno presentato l’ordine del giorno depositato in consiglio comunale e fatto appello alla partecipazione alla mobilitazione pubblica prevista domenica 15/2 alle 11,30 ai Quattro Cantoni.

Sulla questione è stato presentato un ordine del giorno in consiglio comunale.

L’ORDINE DEL GIORNO

Chiediamo al sindaco ed al consiglio comunale:

* di sostenere il principio del consenso libero ed attuale quale elemento centrale nella definizione dei reati di violenza sessuale, in coerenza con la Convenzione di Istanbul e con la consolidata giurisprudenza nazionale e sovranazionale;

* a sollecitare il Parlamento e il Governo affinché il testo di riforma della normativa sulla violenza sessuale non venga modificato in senso restrittivo rispetto al testo approvato all’unanimità dalla Camera dei deputati;

* a promuovere iniziative di prevenzione, informazione e formazione, in particolare nelle scuole e nei luoghi di aggregazione, sul tema del consenso, delle relazioni rispettose e del contrasto alla violenza di genere;

* a sostenere la necessità di un monitoraggio più completo e trasparente del fenomeno dei femminicidi e della violenza sommersa a livello nazionale, coinvolgendo anche ANCI, affinché i dati raccolti siano strumenti utili per politiche pubbliche efficaci e mirate sui territori.

La Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia con la legge 27 giugno 2013, n. 77, stabilisce che gli atti di violenza sessuale debbano essere definiti come tali sulla base dell’assenza di un consenso libero, che deve essere dato volontariamente quale libera manifestazione della volontà della persona, ponendo il consenso al centro della tutela dell’autodeterminazione della persona.

E la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità una modifica dell’art. 609-bis del Codice penale volta a introdurre esplicitamente il riferimento al consenso libero e attuale, mentre nel corso dell’esame al Senato sono state avanzate proposte che ne eliminano il richiamo esplicito.

In Italia la più attendibile fonte è costituita dall’indagine ISTAT 2025 che ha attestato i seguenti numeri: 6 milioni e 400.000 donne italiane tra i 16 e i 75 anni, cioè il 31,9 per cento, ha subìto nel corso della propria vita almeno una forma di violenza fisica o sessuale a partire dai 16 anni; il 23,4per cento la sola violenza sessuale.

Ha denunciato il 10,5 per cento delle donne, ma il tasso si abbassa al 3,8 per cento quando gli stupri sono perpetrati dal partner attuale. La maggior parte degli autori sono partner o ex partner, 63,8 per cento, il 19,4 per cento è un conoscente, il 10,9 per centoun amico e solo il 6,9 per cento estranei.

Il fenomeno della violenza sessuale è una vera mattanza ed è ampiamente sommerso: solo una minoranza delle vittime denuncia, con percentuali particolarmente basse nei casi di violenza commessa da partner o ex partner, a causa di paura, stigma, dipendenza economica e sfiducia nelle istituzioni.

Indebolire il riferimento al consenso esplicito nella definizione dei reati di violenza sessuale rappresenta un arretramento culturale e giuridico rispetto agli standard internazionali e ai principi sanciti dalla Convenzione di Istanbul.