L’AQUILA – “Una grande emozione”: è questo il commento a caldo della pattuglia rosa abruzzese all’esordio sui banchi di palazzo Madama, insediato da poche ore sotto la presidenza provvisoria del senatore a vita Emilio Colombo, il più anziano tra i componenti dell’aula.
Neanche il tempo di sedersi che subito il peso dell’incarico si è fatto sentire in tutta la sua forza sulle spalle di Stefania Pezzopane (Partito democratico), Enza Blundo (Movimento 5 stelle) e Federica Chiavaroli (Popolo della libertà), quest’ultima entrata grazie all’opzione di Silvio Berlusconi, eletto anche in Abruzzo, per un’altra circoscrizione.
“È un posto enorme, sembra tanto grande per me”, scherza la Pezzopane, che nella sua collocazione provvisoria è a fianco della marchigiana Silvana Amati e del toscano Vannino Chiti.
“All’ingresso ho incontrato la Blundo e Paola Pelino (Pdl, alla sua seconda esperienza parlamentare dopo il precedente mandato alla Camera, ndr) e ci siamo scambiate l’in bocca al lupo”, aggiunge la neo senatrice democrat.
“Emilio Colombo, nel suo intervento introduttivo, ha fatto un discorso di grande spessore – racconta – e ha salutato l’elezione del papa Francesco I, a quel punto ci siamo alzati in piedi e abbiamo fatto un lungo applauso”.
L’omaggio a Jorge Maria Bergoglio, appena salito al trono pontificio, ha dato forti sensazioni pure alla Blundo, grillina nota per la sua fede cattolica: “è stato molto bello”.
La Blundo conferma ad AbruzzoWeb la posizione del suo gruppo: “come deciso voteremo alla presidenza del Senato Luis Alberto Orellana, per il momento ribadiamo che non collaboreremo con altre forze politiche”.
Per la Chiavaroli l’emozione è doppia, ha appreso da pochi minuti che il Cav ha lasciato il seggio abruzzese spalancandole le porte della “Camera alta”, un risultato cui in pochi credevano alla vigilia del voto: “è una sensazione incredibile, il palazzo incute timore e rispetto”.
Intanto proseguono le trattative per la definizione del governo e l’indicazione di candidati condivisi sugli scranni più prestigiosi del Senato e di Montecitorio.
Dalle previsioni uscirà un nulla di fatto, visto che sia il Pd che il Pdl hanno deciso di votare scheda bianca ai primi scrutini, quando servirà la maggioranza qualificata dei componenti dei due rami del parlamento. Pierluigi Biondi






