L’AQUILA – È battaglia in Senato per far salvo l’emendamento pro ricercatori aquilani e abruzzesi, volto a far ottenere la stabilizzazione sanando gli impedimenti e gli svantaggi competitivi causati dall’emergenza sisma 2009 e 2o16: la misura, solo una di quelle proposte dai senatori abruzzesi di Fdi Guido Liris, capogruppo della Commissione Bilancio, ed Etel Sigismondi, segretario regionale, è stata infatti dichiarata “improponibile” ed esclusa dal Dl “Economia”, per mancanza, si apprende, di copertura economica, su presa di posizione del Ministero dell’Università e della Ricerca.

A quel punto Liris, come consente il regolamento del Senato, e non quello della Camera, ha presentato ricorso al presidente della stessa Commissione, Nicola Calandrini, anche lui di Fdi, non solo per l’emendamento pro ricercatori, ma anche per quello, inizialmente escluso, per la stabilizzazione dei 150 interinali del servizio amministrativi della Asl provinciale aquilana.

In questo secondo caso l’emendamento è stato reinserito, nulla da fare invece per l’emendamento pro ricercatori universitari.

Il punto è, si apprende, che altri senatori hanno presentato numerosi emendamenti per la stabilizzazione di precari in varie università italiane, e così il Ministero ha deciso almeno per ora di alzare le barricate.

Si può insomma affermare che per quello che riguarda il dl Economia i giochi sono già fatti, ma la partita non è chiusa qui, e ad essere interessata direttamente della questione, da parte di Liris e Sigismondi, sarebbe stata già il ministro Anna Maria Bernini, al fine di far comprendere la specificità, legata al sisma 2009 dell’emendamento, che a questo punto potrà essere riproposto alla prima occasione unica, in uno dei prossimi progetti di legge.

E l’occasione sarà rappresentata, tranne sorprese, dal disegno di legge 1184, “Disposizione per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese”, a breve oggetto di analisi definitiva.

L’emendamento riguarda la possibilità per i ricercatori universitari residenti nel cratere alla data del 6 aprile 2009 e agosto 2016 di ottenere agevolazioni nel computo di quelli che sono i requisiti per poter accedere alla cattedra e diventare professori associati, di ottenere cioè l’agognata e meritata stabilizzazione. È accaduto infatti che loro carriera è stata compromessa dalla lunga fase dell’emergenza post sisma che ha riguardato in maniera significativa i ricercatori residenti nei territori del sisma e collocati anche nell’Università dell’Aquila e in quelle del cratere, in termini di logistica, master, frequenza di lezioni, esperienze internazionali ecc.

Una misura a lungo invocata, e attesa da tanti ricercatori abruzzesi e anche aquilani che si sono visti penalizzati e scavalcati da colleghi di altre regioni per ben 15 anni.

Un gruppo di ricercatori, interpellati da Abruzzoweb ha infatti fatto notare che con questo emendamento si pone termine ad una ingiustizia, che “regala sempre di più le facoltà di Economia, Scienze Politiche, Giurisprudenza ecc. a professori di altre città, di altri luoghi, impoverendo la categoria di giovani capaci, ma svantaggiati perché residenti nei territori terremotati”.

E ancora, “è una misura che appare doverosa, urgente per quel gruppo di ricercatori vincitori di concorso in scadenza nel 2025 per essere stabilizzati, anche se scomoda per chi sta usando da anni le università dei nostri territori per carriere di altri, romani e laziali in particolare. Usando lo svantaggio causato dal terremoto sui giovani ricercatori dei crateri di cui non si è mai tenuto conto”.

L’emendamento discusso fa parte del pacchetto presentato da Liris e Sigismondi assieme a quelli per il rifinanziamento della ricostruzione per l’annualità 2026, ad oggi scoperta, attingendo ai soldi non spesi delle altre emergenze post sisma o per le infrastrutture, l’estensione dei benefit del superbonus al 110% anche nel cratere sismico 2009, la citata proroga dei contratti dei precari impegnati nella ricostruzione, che invece sono stati accolti, e adesso potranno proseguire l’iter in commissione, con i pareri dei vari ministeri competenti, poi servirà il parere per la copertura finanziaria, il vero scoglio da sciogliere, del Ministero dell’Economia. Se la commissione approverà, gli emendamenti arriveranno in aula con il dl Economia entro fine mese. (f.t.)