L’AQUILA – Giornata campale, quella di domani, per il Partito democratico abruzzese, a caccia di una guida che possa succedere al segretario dell’ultimo quinquennio Silvio Paolucci, oggi indaffaratissimo assessore regionale a Sanità, Bilancio e Personale.

Si svolgerà di sabato, infatti, l’attesissima direzione regionale, prevista inizialmente per lunedì 3 e poi slittata a fine settimana, che dovrebbe costituire una tappa di snodo fondamentale per la scelta del nuovo segretario e delle modalità con cui questa avverrà.

A prendere la parola sarà il presidente della Regione, nonché ex segretario abruzzese, Luciano D’Alfonso, che ha fatto una mossa decisiva per la strategia chiedendo, e fin qui non ricevendo, al livello nazionale una deroga alla normale procedura prevista in questi casi, quella delle primarie con più candidati.

Deroga in due possibili direzioni: la conferma di Paolucci, oppure la candidatura unica del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, altrimenti incadidabile poiché alla guida di città capoluogo.

“Qualsiasi cosa faccia lo sostengo”, ha detto D’Alfonso cingendo con il braccio la spalla di Max e questo è bastato a dare corpo a una candidatura che era nata solo sui social network e ipotizzata da alcuni organi di informazione.

Subito c’è stata la risposta del gruppo dei giovani che ambiscono a proseguire la “linea verde” della segreteria adottata con Paolucci, che nel 2009 quando è stato eletto aveva 32 anni, 30 in meno di Cialente: è stato appunto ricordato e fatto trapelare che l’articolo 21 dello Statuto nazionale rende impossibile la candidatura di un sindaco di capoluogo.

La risposta di Cialente è stata far notare che, per l’elezione di Matteo Renzi alla segreteria nazionale, la deroga c’è già stata. Ma anche a questo si è risposto dal gruppo “young”, in camera caritatis e senza uscite pubbliche, spiegando che “Cialente si confonde con la deroga che si diede a Renzi per candidarsi alle primarie contro Bersani, giunta da una modifica allo Statuto attraverso un voto con la maggioranza dei voti dell’Assemblea nazionale da mille persone, ergo con 501 voti favorevoli”.

Se deroga fosse, con estrema probabilità non si celebrerebbero le primarie, ma si arriverebbe a un candidato unico di sintesi, appunto il sogno di D’Alfonso. A quel punto gli emergenti tarpati del sogno della segreteria si accontenterebbero con una serie di nomine strategiche tra i vice segretari.

Novero, quello dei numeri 2, che, in ogni caso, anche con le primarie, sarà folto e dovrà rispondere a logiche di rappresentanza non solo di blocchi di potere ma anche meramente territoriale.

In quest’ultima ottica, la rappresentanza territoriale aquilana, si registra una candidatura alla vice segreteria regionale dell’attuale segretario comunale aquilano, Stefano Albano, che era già accreditato tra i possibili per le primarie salvo poi dichiarare ufficialmente la non partecipazione.

Se non passerà la semplificazione dalfonsiana e primarie saranno, candidati accreditati sono ormai i proverbiali tre giovani: l’attuale vice segretario vicario, Marco Rapino, l’altro vice segretario Alexandra Coppola e il presidente dell’assemblea regionale dei Giovani democratici Alessandro Marzoli, ai quali si è aggiunto anche il capogruppo in Consiglio regionale Sandro Mariani.