PESCARA – “La scelta ventilata di accorpare la sede regionale abruzzese della Rai con quella di Bari, in nome di una politica del contenimento dei costi dell’azienda pubblica radiotelevisiva, è inaccettabile e mi farò carico di una iniziativa parlamentare che auspico unitaria per scongiurare questo pericolo”.

A lanciare l’allarme è il deputato abruzzese di Sel, Gianni Melilla. “La Rai – sostiene Melilla – deve sicuramente ridurre i suoi costi nel quadro della situazione critica che vive il bilancio pubblico del nostro Paese. Ci sono sicuramente sacche di privilegi e sprechi che riguardano tanti personaggi famosi dello spettacolo e del giornalismo Rai con compensi milionari inaccettabili, così come molti programmi e investimenti sono stati dettati da logiche non aziendali o pubbliche, ma semplicemente clientelari. E dunque occorre intervenire con coraggio e lungimiranza per colpire i veri sperperi della Rai. Noi di Sel condividiamo la scelta di ripartire i sacrifici in modo equo e razionale. Così come è necessaria una lotta rigorosa all’evasione del canone radiotelevisivo che provoca un danno per centinaia di milioni di euro al bilancio della Rai”.

Secondo Melilla “diventa inaccettabile invece attaccare il pluralismo dell’informazione chiudendo le sedi regionali della Rai, che attraverso i Tgr svolgono una funzione importante di tutela del diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati sui vari aspetti della vita sociale, culturale e istituzionale”.

“È in atto anche nella informazione una pericolosa involuzione che colpisce la stampa in generale, dai giornali alle Tv e alle nuove forme di comunicazione – sottolinea Melilla – penalizzando i lavoratori e i giornalisti del settore con normative contrattuali e previdenziali ingiuste, e con un accentramento delle funzioni editoriali ed aziendali che smantella le redazioni locali e impoverisce il sistema informativo regionale e locale. É successo già con i quotidiani che hanno redazioni in Abruzzo e con alcune emittenti televisive, con la chiusura delle sedi provinciali e locali e ora si vorrebbe farlo con la più importante azienda culturale italiana che è appunto la Rai, chiudendo la sede regionale abruzzese di Pescara, e naturalmente altre a livello nazionale”.

“Sel si batterà in Parlamento e nella Regione, con forza, contro questa scelta incredibile che rischia di umiliare l’Abruzzo in un campo delicato come l’informazione. Ai lavoratori della Rai, ai tecnici, ai giornalisti, agli amministrativi va il mio pieno sostegno e quello di Sel per evitare questo pericolo”, conclude.

PEZZOPANE: “MANNAIA NON RICADA SU SEDI REGIONALI”

“Garantire i conti in ordine della Rai è una priorità, ma la mannaia non può ricadere sulle sedi regionali della Rai”.

Lo afferma la senatrice Stefania Pezzopane, che si dice contraria all’accorpamento della sede abruzzese con quella pugliese.

“É un’ipotesi da scongiurare. La pluralità dell’informazione va difesa – aggiunge la Pezzopane – come vanno tutelati i presidi locali dell’informazione, che garantiscono un valore aggiunto, a cui il servizio pubblico non può rinunciare. Ricordo bene il ruolo che la Rai locale ha svolto dopo il terremoto, consentendo di accendere i riflettori sulla nostra tragedia e di farla conoscere al mondo intero”.

“Se questo è stato possibile – sottolinea la senatrice – è anche grazie a tanti giornalisti abruzzesi, che hanno svolto un ruolo prezioso e insostituibile. Il ruolo dell’informazione va potenziato. Sono anni che auspichiamo il rafforzamento della sede Rai nel capoluogo di regione, proprio perché avvertiamo l’esigenza di quanto sia importante avere una centrale d’informazione che racconti il territorio, in ogni sua sfaccettatura, in maniera puntuale ed esaustiva. Difficile che ciò accada, se l’informazione non parte dal territorio stesso”. Secondo la Pezzopane “le sedi regionali vanno potenziate, non oscurate”.

“Non si può rinunciare ad un simile patrimonio, segno di pluralità e democrazia, in nome della razionalizzazione. Se la Rai deve risparmiare, lo faccia tagliando gli sprechi, non spegnendo l’informazione”.

PRESIDENTI DELLE QUATTRO PROVINCE: “SEDE RAI PATRIMONIO D’ABRUZZO”

 

I presidenti delle Province di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, di Pescara, Guerino Testa, di Teramo, Valter Catarra e dell’Aquila, Antonio Del Corvo, in una nota difendono il ruolo della sede Rai Abruzzo di Pescara, preoccupati dalla notizia reiterata di un ridimensionamento o della ventilata chiusura delle sedi Rai regionali.

“Respingiamo totalmente questo ennesimo rigurgito di neocentralismo statale, che investe indiscriminatamente le Pubbliche Amministrazioni cercando di fare cassa a spese, questa volta, del servizio pubblico dell’informazione – dichiarano i quattro Presidenti delle Province abruzzesi – La sede Rai non solo è patrimonio di tutti noi abruzzesi, ma garantisce democrazia e pluralismo dell’informazione che sono principi insopprimibili e che vengono espressi pienamente dal lavoro quotidiano che i dipendenti della Rai regionale, con professionalità, svolgono rapportandosi con i rappresentanti del territorio e soprattutto con i cittadini”.

“Condivideremo un ordine del giorno nei prossimi Consigli provinciali per scongiurare in tempo provvedimenti che falciano il ‘buono’ del servizio pubblico e per ribadire il concetto ‘Giù le mani dalla sede Rai Abruzzo’ – conclude Di Giuseppantonio, in qualità di vice presidente dell’Upi e Presidente dell’Unione Province Abruzzesi. Inviterò tutti i presidenti delle Province italiane a fare altrettanto, una mobilitazione collettiva per mettere il freno ad una operazione che se vedrà la luce non sarà utile e sem