PESCARA – Regioni in ordine sparso con ben 14 che spaventate dai dati del contagio hanno già deciso di rinviare il ritorno a scuola, seppure al 50% degli studenti delle secondarie di secondo grado gli studenti per il prossimo lunedì, 11 gennaio, come stabilito dal Consiglio dei Ministri del 4 gennaio.
L’Abruzzo è tra le poche regioni che invece è pronta a riaprire al 50% il 7 gennaio, e già si registrano visto lo scenario complessivo appelli per un rinvio.
La presa di posizione più decisa decisa è per ora quella del sindacato Cisl scuola Abruzzo Molise che chiede senza mezzi termini un rinvio, mentre la Cgil Abruzzo Molise esprime “forti perplessità sulle condizioni di sicurezza che dovrebbero permettere la riapertura in presenza delle scuole superiori abruzzesi”.
Scrive la Cisl: “Il rinvio della riapertura in presenza delle scuole superiori è stato ormai deciso da ben 14 regioni, chiaro segno di una non condivisione della valutazione fatta dal Ministero dell’Istruzione e dal Governo a livello nazionale. La situazione abruzzese non appare assolutamente diversa dalle regioni che hanno deciso il rinvio – si legge in una nota di oggi – . Occorre assicurare una effettiva riapertura in sicurezza e non con formule (50% in presenza poi 75%, giorni alterni, orari sfalsati, alternanze settimanali, ecc.) che destabilizzano ulteriormente l’attività didattica”.
La Regione Abruzzo però non pare avere intenzione di ripensarci e in una nota del sottosegretario il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Abruzzo, Umberto D’Annuntiis, di Forza Italia conferma: “a meno di stravolgimenti dell’ultim’ora da parte del Governo nazionale, l’Abruzzo è pronto a ripartire con la didattica in presenza al 50% e riempimento autobus al 50%. Già nei primi giorni di dicembre – ha dichiarato – abbiamo iniziato una fitta attività di organizzazione del servizio di trasporto pubblico, attraverso quotidiani tavoli tecnici che permetteranno di riportare i nostri ragazzi nelle scuole in tutta sicurezza. I parametri sui quali abbiamo tarato tutta l’attività organizzativa sono quelli della presenza al 75%, così da essere sufficientemente pronti anche nel momento in cui il governo permetterà un rientro maggiore di studenti nelle classi”.
Argomenta invece il sindacato: “il numero di contagiati attivi da covid19 alla data di ieri in Abruzzo è pari a 11.097 (dati Regione Abruzzo), dopo il picco raggiunto il 30 novembre 2020 con 18.192, ed è pari ad oltre cinque volte il massimo numero raggiunto nella prima ondata (2108 persone il 22 aprile 2020), dall’inizio della pandemia ad oggi, mostra chiaramente non solo il notevole innalzamento, ma anche come la discesa del numero di contagiati è molto molto lenta a partire da Natale. La scuola abruzzese, con segnalazioni continue di contagi tra alunni e personale scolastico nella scuola già in presenza, dalla scuola dell’infanzia alla scuola media, sta già pagando un costo notevole, pertanto non si riesce proprio a comprendere la fretta di riportare anche le scuole superiori in presenza in uno scenario che non è sicuramente quello di una riapertura in sicurezza”.
Da parte sua D’Annuntiis spiega che per quel che riguarda i trasporti al servizio della riapertura delle scuole “c’è stato un lavoro minuzioso, svolto nei tavoli operativi istituiti e coordinati dai Prefetti in maniera molto proficua ed equilibrata; per questo il primo mio ringraziamento non può che essere rivolto a loro. Inoltre, altra presenza significativa ed importante nei tavoli è stata quella di tutte le aziende di gestione del trasporto pubblico locale abruzzese che, sin dalle prime riunioni, hanno mostrato grande disponibilità e grande senso di responsabilità nel concertare le migliori soluzioni tecniche da porre in essere. In particolar modo la TUA, società regionale di trasporto pubblico che in diverse situazioni si è fatta carico di assicurare il servizio dove esso era meno ben integrato con il resto della rete”.
“Un ringraziamento al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, ai responsabili degli uffici provinciali e ai Dirigenti Scolastici, che hanno saputo comprendere al meglio le necessità di tutti quei servizi che sono essenziali alla ripartenza del mondo della scuola, come per l’appunto il trasporto pubblico, scaglionando gli ingressi e le uscite per evitare probabili assembramenti. Infine, ma non ultimo per importanza, il mio ringraziamento è rivolto a tutta la struttura regionale, al Dipartimento Trasporti che, anche in queste ultime ore, è a lavoro per verificare i nuovi piani di esercizio scolastici ‘rafforzati’ e ottemperare alle ultime necessità”, prosegue D’annuntiis.
La Regione Abruzzo si è mostrata fin da subito vicina al mondo della scuola, agli studenti e alle loro famiglie. Sono state stanziate, come anche nella prima fase emergenziale, significative risorse regionali in aggiunta a quelle statali per garantire al meglio lo svolgimento di tutte le corse scolastiche ordinarie e aggiuntive.
Siamo pronti per ripartire, ma dispiace l’atteggiamento di autorevoli membri dell’opposizione che mentre invocano la collaborazione a livello nazionale sui territori fanno polemiche strumentali”, conclude D’Annuntiis.
A seguire lo scenario nelle altre regioni.
In Campania ci sarà ritorno graduale, medie e superiori dal 25 gennaio. In Emilia Romagna fino al 24 gennaio, rimarranno aperte – in presenza- materne, elementari e medie, mentre alle superiori le lezioni proseguono al 100% con la didattica a distanza. In Friuli Venezia Giulia il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato un’ordinanza che prevede il rinvio dell’apertura delle scuole superiori successivamente al 31 gennaio. Nel Lazio le superiori saranno in dad fino al 18 gennaio. In Liguria, ha annunciato il governatore Giovanni Toti, “per non peggiorare una situazione ancora instabile sulla diffusione del Covid-19, uniformandoci alle Regioni vicine, abbiamo deciso che da lunedì 11, e per una settimana, gli studenti delle scuole superiori non rientreranno in aula e proseguiranno con la didattica a distanza”. In Calabria il Tar ha accolto un ricorso e gli studenti delle elementari e delle medie rientrano a scuola lunedì.
In Lombardia è in vigore l’ordinanza regionale che prevede dall’11 al 24 gennaio 2021 il ricorso alla didattica a distanza al 100% per le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado (IeFP). Nelle Marche la Regione ha deciso di tenere in Dad al 100% le scuole superiori fino al 31 gennaio.
In Molise in Dad fino al 17 gennaio anche le superiori. In Piemonte didattica a distanza al 100% fino al 16 gennaio. In Puglia le scuole di ogni ordine e grado, dalle primarie alle superiori, saranno in Ddi, Didattica digitale integrata, sino al 15 gennaio. La presenza sarà garantita solo su richiesta.
In Sardegna è stato rinviato il ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori a lunedì 1 febbraio. Il presidente della Regione, Christian Solinas, ha emesso una nuova ordinanza in cui viene disposto il proseguimento della didattica a distanza sino al 31 gennaio “allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Sars-CoV-2”
In Sicilia sospese le attività didattiche in presenza per gli istituti scolastici superiori della Sicilia fino al 30 gennaio, stesso provvedimento valido, invece, dall’11 al 16 gennaio per le scuole primarie e secondarie di primo grado. Anche in questo caso sarà attivata la didattica a distanza. I bambini degli asili nido e delle scuole dell’infanzia, invece, potranno tornare in aula: in questo caso non è prevista alcuna sospensione. Lo prevede la nuova ordinanza regionale.
In Umbria didattica “esclusivamente a distanza” fino al 23 gennaio nelle scuole superiori dell’Umbria. Lo ha deciso la Regione applicando il concetto di “massima precauzione”. In Veneto fino al 31 gennaio dad per le superiori.
Per ora confermato il rientro nelle scuole superiori al 50% lunedì 11 gennaio in Toscana, Val d’Aosta Basilicata e Abruzzo, in provincia Autonoma di Trento e in Alto Adige il rientro c’è stato il 7 gennaio.
La Cgil Abruzzo nella nota spiega che “in data 21 dicembre, con una lettera indirizzata al Prefetto dell’Aquila, al Presidente della regione Abruzzo ed al Direttore dell’USR Abruzzo, insieme alle organizzazioni confederali la Cgil ch ha chiesto di essere convocata ai tavoli tecnici previsti dal DPCM del 3 dicembre 2020 presso ciascuna Prefettura, in modo da condividere gli interventi necessari a garantire il diritto allo studio, in presenza ed in sicurezza. Oltre alla partecipazione ai tavoli di lavoro presso le Prefetture, ha chiesto inoltre alla Regione di attivare una cabina di regia per fare sintesi delle misure prese a livello provinciale garantendo misure sinergiche, precise e univoche”.
“Nessuna risposta è però giunta alle nostre pressanti richieste, con il risultato che le riunioni sono avvenute nella più assoluta autoreferenzialità. Le uniche misure di cui siamo a conoscenza sono quelle anticipate dalla stampa: abbiamo appreso così che la Regione ha previsto un potenziamento per i trasporti (non sappiamo con quali modalità), e che in alcuni casi è stato previsto uno scaglionamento degli ingressi. Ma le domande che attendono risposta sono tante: in primis, come si è deciso di intervenire (se si è deciso di farlo…..) su tutte le altre criticità che abbiamo più volte evidenziato (tamponi rapidi per personale ed alunni, tracciamento e indicazioni chiare dall’Aziende sanitarie locali per la gestione dei casi di positività nelle scuole, presidi sanitari nelle scuole?)
“I lavoratori della scuola, gli studenti e le famiglie hanno diritto ad avere certezze su tutti questi temi: solo in questo modo è possibile garantire una riapertura in sicurezza degli Istituti scolastici su tutto il territorio regionale. In ogni caso, il caos istituzionale e organizzativo sulla riapertura delle attività didattiche nelle scuole, non è più tollerabile. L’apertura delle attività in presenza non è un orpello ideologico, ma il risultato di precise scelte politiche ed organizzative che devono essere gestite in primo luogo a livello nazionale – prosegue la nota -. Non si deleghi più nulla alle Regioni a causa dell’incapacità del governo a decidere. Si anticipi il rischio della terza ondata su infanzia e primaria rafforzando da subito i protocolli di sicurezza sottoscritti con i sindacati. Il governo si concentri sui vaccini e sulla costruzione di dati veri sulla diffusione della pandemia nelle scuole, se vuole che le istituzioni scolastiche riaprano davvero.
“E’ necessaria una visione complessiva della scuola, che al momento è lasciata alle decisioni dei presidenti delle Regioni, con un pericoloso scivolamento verso forme concrete di autonomia differenziata che rischiano di disgregare il sistema di istruzione nazionale. In mancanza di risposte credibili e in tempi brevi la Flc Cgil metterà in campo tutte le iniziative di mobilitazione consentite dalla situazione che stiamo vivendo”, conclude la nota.
“L’Abruzzo è una delle tre regioni in Italia che ha previsto da lunedì 11 gennaio la ripresa dell’attività didattica in presenza per gli studenti delle scuole superiori”. Lo precisa l’assessore all’Istruzione Pietro Quaresimale che in questo modo chiarisce la posizione della Regione Abruzzo alla luce anche delle ultime decisioni adottate dalle altre regioni.
“Abbiamo deciso di riattivare al 50% l’attività didattica in presenza così come previsto dal Governo – ha aggiunto l’assessore – perché le condizioni del contagio in Abruzzo sono con un indice Rt al di sotto della media nazionale. D’altra parte da lunedì come deciso dal Governo l’Abruzzo torna in zona gialla con bar e ristoranti aperti e quindi ci è sembrato opportuno la riapertura degli istituti scolastici superiori con uno sforzo organizzativo particolare da parte delle strutture regionali che si occupano del trasporto e della mobilità studentesca. In questo senso – prosegue Quaresimale – è stata incrementata la frequenza degli autobus sulle linee maggiormente frequentate dagli studenti con il conseguente aumento del numero di mezzi in circolazione. Abbiamo fissato con le prefetture i piani di trasporto in relazione anche allo scaglionamento del rientro a scuola, rivolgendo un’attenzione particolare alle aree ad alta intensità di frequenza”.
Nell’attività di rientro a scuola per il 50% degli alunni un ruolo importante lo stanno svolgendo l’Ufficio scolastico regionale e i singoli istituti scolastici “Proprio così – ribatte l’assessore Quaresimale – perché ogni istituto conosce le proprie esigenze e riesce meglio a pianificare il rientro in sicurezza dei propri studenti. Di certo gran parte degli istituti superiori ha fissato lo scaglionamento orario dei rientri, con una alta flessibilità sia sulla durata dell’ora scolastica sia sul numero degli studenti ammessi in presenza sia anche sulla scelta dei giorni della settimana. Lunedì vigileremo e controlleremo ma l’importante è ripartire in sicurezza”






