L’AQUILA – Occupazione-lampo delle scuole superiori dell’Aquila, conquistate e sgomberate dagli studenti nell’arco di una sola giornata.
Pugno di ferro da parte dei presidi, che hanno denunciato in blocco l’occupazione delle strutture alle forze dell’ordine e richiesto lo sgombero.
In serata l’unica scuola rimasta occupata è l’istituto “Cotugno”, erede dello storico liceo Classico, nella sede di Pettino, dove fino al pomeriggio c’era più di un centinaio di studenti e dove stanno convergendo ragazzi anche di altre scuole.
Parziale apertura allo Scientifico “Bafile”, dove dovrebbe essere consentita l’autogestione. Hanno invece concluso subito il blitz l’Istituto “Da Vinci – Colecchi” che riunisce le scuole per geometri, professionali e l’ex istituto d’arte, l’Istituto industriale “D’Aosta” e il Commerciale “Di Savoia”.
Secondo quanto appreso da fonti investigative, a irrigidire le posizioni dei dirigenti scolastici che di solito “consentono” qualche giorno quantomeno di autogestione a patto che venga garantita la possibilità di fare lezione a chi vuole, è stato un presunto caso di spintonamento di una docente alle Industriali mentre i ragazzi si catapultavano nella struttura per occuparla.
I rappresentanti degli studenti negano ogni addebito, sulla donna sarebbero comunque in corso accertamenti medici.
Il motivo fondante univoco della protesta è la richiesta dei giovani di tutte le scuole di un centro polifunzionale per studenti in centro storico, quale potrebbe essere l’ex liceo Scientifico alla Lauretana, come d’altronde scritto perfino nel programma di mandato del sindaco, Massimo Cialente.
Si chiede poi la nascita di una Consulta giovanile, anche questo progetto da sempre vagheggiato dall’amministrazione comunale ma mai messo in concreto in atto.
A parte le motivazioni comuni, ogni scuola lamenta poi, ormai da decenni, carenze strutturali come l’assenza di aule e laboratori, palestre e scale antincendio.



