L’AQUILA – “8 ottobre 2012: per una volta L’Aquila gioca d’anticipo. Gli studenti di tutt’Italia stanno scendendo in piazza per esprimere il loro dissenso nei confronti delle esasperanti riforme che tagliano le gambe al nostro futuro e in vista della manifestazione nazionale del 12 ottobre contro la proposta di legge Aprea e la riduzione dei fondi destinati all’istruzione deliberata dal ministro Profumo, i giovani aquilani occupano Liceo Cotugno (Classico, Sociopsicopedagogico, Scienze Umane, Motorio), Scientifico e Itc proclamando all’unisono la propria indignazione”.

Lo scrivono in una nota gli studenti del liceo classico Cotugno dell’Aquila.

“‘Smettete di darci buoni motivi per occupare’, recita uno dei numerosi striscioni appesi all’ingresso delle scuole – afferma la nota – Non è infatti un caso che l’input per un’azione di questa forza venga da una città problematica come L’Aquila, cui l’ultima cosa che serve sono ulteriori tagli dopo il blocco di fondi stanziati per centri aggregativi (ora a rischio ritiro e reinvestimento) e l’inesistenza di strutture promesse e mai realizzate”.

“Il capoluogo abruzzese si impone a livello nazionale perché vuole essere la miccia di una spinta al cambiamento che percorra tutta l’Italia. Se c’è speranza all’Aquila può esserci dovunque: spicchiamo il volo verso la giustizia”, concludono i ragazzi.

Anche l’Istituto tecnicologico ed economico Di Savoia-Rendina è entrato in occupazione.

Gli studenti lamentano la mancanza di una palestra e della segreteria, la scomparsa della gran parte dei fondi destinati all’istituto dopo il sisma di tre anni fa, lo smembramento della scuola.