L’AQUILA – Crescono anche in Abruzzo le adesioni per lo sciopero della scuola indetto dai Cobas per la giornata di domani.

La protesta riguarda soprattutto la riforma Gelmini e in particolare il taglio a livello nazionale di “140 mila posti di lavoro per docenti e Ata in tre anni, l’espulsione in massa dei precari, la riduzione di ore di lezione, materie, insegnamenti, l’aumento fino a 35 del numero di alunni per classe, l’assegnazione di cattedre oltre le 18 ore, il taglio al sostegno, la diminuzione dei fondi stanno disgregando la scuola pubblica, rendendola scuola-miserie”.

Nonostante le promesse fatte dal Governo nei giorni appena successivi al terremoto, infatti, anche la regione colpita dal sisma ha subito notevoli danni dalla riforma.

Solo in questo anno scolastico sono 355 i docenti abruzzesi in sovrannumero: insegnanti di ruolo che, a causa della riforma Gelmini (che ha diminuito il monte ore settimanale in molti istituti) e dei tagli ministeriali, sono stati dichiarati perdenti posto e un’altra emorragia di cattedre è prevista per il prossimo anno.

L’ordine di scuola maggiormente penalizzato è quello della secondaria superiore: in totale sono 242 gli insegnanti senza cattedra (52 a Chieti, 88 all’Aquila, 55 a Pescara e 47 a Teramo).

Segue la scuola primaria con 73 maestri in sovrannumero (32 all’Aquila, 3 a Pescara e 38 a Teramo) e infine la media che ha 40 perdenti posto (10 a Chieti, 27 all’Aquila e 3 a Teramo).

La provincia più in difficoltà è quella dell’Aquila con i suoi 147 insegnanti sovrannumerari, poi Teramo e Pescara (88 perdenti in entrambe).

Migliore la situazione a Chieti dove gli insegnanti in dop (dotazione organica provinciale) sono 62.