L’AQUILA – Il 23,2 per cento dei nuovi iscritti alla Scuola secondaria di secondo grado, non completerà gli studi, in 5 anni oltre 3 mila studenti abruzzesi hanno lasciato i banchi di scuola per dedicarsi ad altro. 

È la preoccupante fotografia della dispersione scolastica in Abruzzo scattata dall’ultimo dossier di Tuttoscuola, intitolato “La scuola colabrodo”. 

Secondo lo studio, dal 1995 a oggi, in Italia, 3 milioni e mezzo di studenti hanno abbandonato la scuola statale, su oltre 11 milioni iscritti alle superiori (-30,6 per cento).

Il costo è enorme: 55 miliardi di euro. E l’emorragia continua, perché almeno 130 mila adolescenti che iniziano le superiori non arriveranno al diploma e andranno ad irrobustire la statistica dei 2 italiani su 5 che non hanno un titolo di studio superiore alla licenza media e di un giovane su 4 che non studia e non lavora.

Ragazzi e ragazze spariti dai radar della scuola, che sotto questo aspetto ricorda le famigerate performance della rete idrica italiana, che perde nel nulla il 35 per cento dell’acqua, appunto “un colabrodo”. 

L’Abruzzo si attesta al di sotto della media nazionale, che è del 24,7 per cento, e al nono posto in Italia. Un dato ancora non allarmante, ma neanche positivo.

Maglia nera per la Sardegna con il tasso di abbandono più elevato (33 per cento), seguono Campania (29,2 per cento), Sicilia (28,3 per cento), Toscana (28,1 per cento) e la Lombardia (25,7 per cento). 

Il tasso più basso di abbandono, invece, si registra in Umbria che si ferma al 16,1 per cento. (a.c.p.)