PESCARA – “In tre anni nella nostra regione sono stati tagliati oltre 800 posti relativi al personale Ata, tra collaboratori tecnici, scolastici e assistenti amministrativi. A pagare il prezzo più alto di questa politica di lacrime e sangue è però la Provincia di Chieti, che risulta oltremodo penalizzata dai tagli rispetto agli altri capoluoghi abruzzesi”.

Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale Franco Caramanico (Sel), che ha presentato un’interrogazione all’assessore Paolo Gatti e ha inviato una lettera al neo direttore dell’ufficio scolastico regionale, Giovanna Boda, per chiedere conto dei criteri con i quali sono stati operati i tagli tra le quattro province.

“E dire – continua Caramanico – che a Chieti , contrariamente a quanto avvenuto nelle altre città, vi era già stato un pesante ridimensionamento delle istituzioni scolastiche, nonostante le difficoltà territoriali che non possono essere dimenticata. A fare le spese di tutto questo sono le famiglie, i ragazzi e lo stesso personale delle scuole, costretto a gestire un carico di lavoro sovradimensionato rispetto alla dotazione di personale. Ci sono scuole dove i laboratori, costati centinaia di migliaia di euro non possono essere attivati perché non vi è il personale addetto. Chiediamo pertanto all’assessore Gatti di assumere provvedimenti per evitare i pesanti disagi nelle scuole, che si annunciano alla ripresa del prossimo anno scolastico”.