L’AQUILA – Torna la metropolitana leggera all’Aquila: correrà sottoterra, come quella delle grandi città, e passerà nel tunnel sotterraneo dei nuovi sottoservizi, maxi opera pubblica in corso di realizzazione nel capoluogo per 30 milioni di euro.

La genialità dell’operazione sta nel non dover mettere in campo progettazioni milionarie e appalti faraonici con tempi dilatati per portarla a termine: il tunnel già c’è! È stato realizzato per un quinto del totale e i lavori corrono veloci, destinati a concludersi a inizio 2017.

Ora bisogna “solo” farci passare il treno, un’inezia secondo i promotori che intendono inaugurare il “Freccialaquila”, questo il nome scelto per l’impianto, ai primi di aprile del prossimo anno, giusto poco prima delle elezioni amministrative.

Questa peculiarità della relativa facilità di realizzazione, con una strada (letteralmente) spianata e tragitti già tracciati, dona all’ipotesi una speranza concreta di realizzazione, per fare in modo che non resti, come avvenuto negli anni Duemila con la metro “di superficie”, una clamorosa incompiuta.

Ancora incerta la paternità dell’inventore del progetto, che è stato spifferato ad AbruzzoWeb da un funzionario comunale infedele, autore di un raid notturno negli uffici di palazzo Fibbioni per predare le carte segretissime custodite nella cassaforte del primo cittadino, Massimo Cialente.

Un blitz messo a segno dopo aver eluso le telecamere di sorveglianza fatte installare dal vice sindaco, Nicola Trifuoggi: ironia della sorte, la “smart city” che non riesce a beccare l’insider dello “smart tunnel”.

Cialente proprio oggi, 1° aprile, terrà una riunione di Giunta allargata allo staff dirigenziale per discutere nuovi dettagli dell’operazione che rivoluzionerà l’assetto della mobilità cittadina, creando oltre 12,5 chilometri di gallerie ferroviarie lungo il centro storico.

È annunciata anche la partecipazione del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ingolosito dalla magnificenza dell’opera e desideroso di “metterci cappello” per giocarsela come un’eccellenza di livello europeo in vista della sua ambizione a divenire, un domani, quotato europarlamentare del Pse.

Secondo quanto si è appreso, tra l’altro, il governatore ha già chiesto di rivedere il secondo stralcio del tunnel, quello da ulteriori 38 milioni di euro che dovrebbe completare il centro e portare i sottoservizi (e il trenino) anche in periferia.

Nei gargantueschi piani dalfonsiani c’è, infatti, una deviazione del tratto che dovrebbe passare sotto viale della Croce Rossa, per farlo transitare in direzione Navelli e velocizzare, così, il collegamento L’Aquila-Pescara. Ma questa è un’altra storia.

L’intenzione di Cialente era quella di tenersi l’annuncio come coup de théatre di fine mandato, per poter chiudere in gloria il suo decennio da sindaco, pur funestato dal sisma, e rilanciare in prospettiva 2018 la sua nuova candidatura a un seggio in Parlamento.

Ma è chiaro che con lo scoop di questo giornale i piani del primo cittadino dovranno essere rivisti: proprio come, negli ultimi mesi, sono stati completamente rivisitati in gran segreto quelli del “tunnel intelligente”.

Ma andiamo con ordine.

La chiave del successo dell’operazione è armonizzare nel tunnel per larghi trattigià installato la presenza delle reti idrica, elettrica, fognaria, telefonica e Internet con il passaggio, al centro del manufatto di cemento prefabbricato, non solo dei tecnici appiedati incaricati della manutenzione, ma anche di un mezzo di locomozione per il trasporto passeggeri.

Una ricerca di mercato dei principali fornitori di caratura internazionale ha fornito le risposte attese sulla fattibilità dell’opera.

Sì, hanno detto gli esperti, il tunnel, largo 156 centimetri e alto 210, ha tutte le carte in regola perché all’interno possa transitare un mini-convoglio di sofisticatissima tecnologia e zero emissioni, mutuato proprio da quelli che nel Duemila avrebbero dovuto sfrecciare in superficie.

Ogni treno sarà composto di 6 vagoni più una motrice. Ogni vagone avrà i passeggeri disposti in fila per 6 (senza il resto di 2) uno dietro l’altro, con il tettuccio che verrà scoperchiato da macchine ad alta automazione, di produzione Accord Phoenix, per consentire l’accesso delle persone, prima di essere richiuso.

Con 36 passeggeri per convoglio, 10 treni in circolazione contemporaneamente e 10 fasce orarie per servire tutta la popolazione, operai, commercianti, turisti, professionisti e popolo della notte, il totale previsto dei passeggeri movimentati al giorno è di 3.600 persone.

Una soglia ritenuta assolutamente raggiungibile e sostenibile dai professionisti economici e tecnici ingaggiati dal Comune per studiare come raggiungere il break even point, ben lontana dalle improbabili 20 mila quotidiane che avrebbero dovuto affollare la metro di superficie per portare la gestione in pareggio.

Grazie alla corsa che andrà in parallelo della rete elettrica pure presente nel tunnel, la metropolitana dell’Aquila sarà alimentata in ogni punto e, di conseguenza, totalmente “green”, punto su cui si è particolarmente speso Trifuoggi, pronto a giocarsi questa battaglia in campagna elettorale che lo vedrà correre per la fascia di primo cittadino.

Ma assieme a lui, pronto a “spendersi politicamente” questo risultato, c’è il presidente uscente della Gran Sasso, Americo Di Benedetto, celebrato da addetti ai lavori e riviste di settore e pronto a tentare il gran balzo al Comune dell’Aquila come sindaco.

E che dire del vice presidente, Giovanni Lolli, che ha già chiesto (e ottenuto) una fermata ad hoc nel Corso Stretto, dove storicamente si trova la sua abitazione gentilizia, tuttora in corso di riparazione? Anch’egli vuole mettere la firma sulla “Freccialaquila” per ipotecare la sindacatura.

Un’ultimissima indiscrezione riguarda anche un’idea giunta dall’assessorato al Turismo quando ancora c’era Lelio De Santis, poi defenestrato da Cialente, per uno sfruttamento promozionale dell’opera.

Verrà infatti varato un “vagone speciale” da due posti, dotato di ogni comfort, sedili ruotabili, maxischermo, frigobar e aria condizionata, da affittare a tariffe salatissime per le più disparate esigenze: romantiche gite nel sottosuolo aquilano, certo, ma anche meeting d’affari a quattr’occhi e riunioni politiche riservate.

In tal senso, ci sarebbe già il placet dei due “pionieri” che lo sperimenteranno, forse già prima dell’estate, in un test riservato presso una località statunitense indicata dal fornitore: saranno il consigliere comunale Giorgio De Matteis e il coordinatore della commessa Gianni Frattale, che è anche presidente Ance, a correre per la prima volta insieme lungo il primo embrione di “Freccialaquila”.

Chissà che, chiusi ermeticamente in cabina per 12 chilometri, non possano trovare il tempo di chiarire i dissapori che li hanno portati, sul tema caldo della fattibilità o meno dei sottoservizi, a scornarsi senza esclusione di colpi.

Dopo di loro, le prenotazioni per altre “coppie” di vario genere pronte a viaggiare sulla metro non mancano, per comporre storiche fratture o rinsaldare amicizie, con una finalità, quindi, anche terapeutica dell’opera pubblica: ancora De Matteis stavolta con Cialente, D’Alfonso con il consigliere Pierpaolo Pietrucci, e naturalmente, last but not least, la senatrice Stefania Pezzopane con il compagno Simone Coccia Colaiuta.