L’AQUILA – Sono migliaia le persone che sono scese in strada in nelle quattro città della nostra regione, Pescara, Teramo, Lanciano (Chieti) e Sulmona (L’Aquila) per le manifestazioni promosse in occasione dello sciopero generale organizzato dalla Cgil

PESCARA: MIGLIAIA DI LAVORATORI IN STRADA

PESCARA – Sono state alcune migliaia i partecipanti alla manifestazione promossa dalla Cgil che hanno sfilato questa mattina per le vie di Pescara, per raggiungere il centro cittadino dove sindacato, partiti e associazioni terranno un comizio unitario.

Non solo emergenza lavoro, ma anche crisi sociale nelle parole del segretario della Cgil Pescara, Paolo Castellucci, che usa termini durissimi per i vertici politici regionali.

“Siamo qui a gridare l’indignazione – dice – perché come sempre pagano le fasce più deboli del lavoro. Nella nostra regione si sono persi 30.000 posti di lavoro e nell’ultimo biennio l’ufficio di collocamento di Pescara ha aumentato i suoi iscritti da 37.000 a 45.000. In piazza oggi c’èil paese reale, specie i giovani”.

L’allarme del sindacato è anche per quelle fasce di età, dai 50 ai 65 anni, che risultano senza garanzie.

“La metà dei nuovi iscritti a Pescara al collocamento – spiega Castellucci – sono in questa fascia, segno che la crisi colpisce e produce disoccupati puri, senza pensione o sostegno, di difficile ricollocazione. Nel totale disinteresse delle istituzioni ci sono centinaia di cittadini che stanno entrando nelle fasce di povertà”.

L’adesione allo sciopero della Cgil ha raccolto consensi trasversali anche a Pescara perché, afferma il segretario Cgil, “le misure del potere non affrontano le dimensioni reali della crisi, tagliano assistenze, servizi sociali, trasporti, per una somma che solo in Abruzzo arriva a 40 milioni di euro. Serve una svolta politica e non si può fare solo con i tagli ma con nuove entrate specie con la lotta all’evasione fiscale”.

Altre manifestazioni sono previste anche a Teramo, Sulmona (L’Aquila) e Lanciano (Chieti).

LANCIANO: OLTRE DUEMILA PERSONE IN CORTEO

LANCIANO – Sono circa 2.000 i lavoratori giunti a Lanciano da tutta la provincia di Chieti per la manifestazione che la Cgil ha organizzato in occasione dello sciopero generale di oggi.

Ad aprire il corteo, partito da piazza Sant’Antonio, le lavoratrici della Golden Lady di Gissi (Chieti) in cassa integrazione da due anni e “rassegnate” al trasferimento in Serbia dell’attivita’ dell’azienda.

Nel corteo anche una bara portata a spalla per “la morte della grande amica Golden Lady in Val Sinello, la valle della morte”.

“Hanno smontato le macchine acquistate con fondi regionali e le hanno portate un po’ in Serbia e un po’ a Basciano (Teramo) – racconta Graziella Marino, una delle lavoratrici della Golden Lady – purtroppo l’azienda è riuscita a dividerci ed ora siamo agli sgoccioli. La Golden Lady, un’azienda il cui fatturato cresce dell’8 per cento quest’anno, va via da Gissi per andare in Serbia con l’unico motivo di fare più profitto”.

Il segretario della Cgil della provincia di Chieti, Michele Marchioli, esprime “soddisfazione per l’adesione allo sciopero generale che tocca punte del 40% nelle filiali delle banche della provincia e arriva oltre il 50 per cento nelle fabbriche, così come molte scuole sono chiuse. I settori industria e servizi hanno risposto al nostro appello per difendere il lavoro, un diritto di tutti”.

Nel corteo ci sono anche i ricercatori del centro d’eccellenza di Procter&Gamble di Sambuceto (Chieti) che protestano per la chiusura annunciata del centro nel giugno 2012 e gli operai delle fabbriche più grandi della provincia, dalla Sevel all’Honeywell.

Sfilano nel corteo il senatore del Pd, Giovanni Legnini, il consigliere regionale di Sel, Franco Caramanico e il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci.

La manifestazione è terminata nel piazzale della Stazione, dove si terranno gli interventi finali, tra cui quello del segretario generale nazionale della Cgil Trasporti, Franco Nasso.

LANCIANO: NASSO (CGIL), “IL PAESE RUBA IL FUTURO AI GIOVANI”

LANCIANO – “Stanno male i lavoratori, le lavoratrici, i pensionati: ma quelli che stanno peggio sono i giovani perché questo Paese sta rubando loro il futuro”.

È stato il segretario generale della Cgil-Filt, Franco Nasso, a chiudere con il suo intervento la manifestazione che la Cgil ha organizzato a Lanciano per la provincia di Chieti in occasione dello sciopero generale.

“Dopo 3 anni di governo Berlusconi abbiamo un paese più povero – ha detto Nasso ai circa 2.000 partecipanti alla manifestazione radunati nel piazzale della Stazione – l’economia è senza prospettive di crescita, la disoccupazione è aumentata, i lavoratori pagano più tasse e sono aumentate le diseguaglianze”.

Prima di Nasso ci sono stati gli interventi di Graziella Marino, lavoratrice in cassa integrazione della Golden Lady di Gissi (Chieti), che ha ricordato “come togliere lavoro significhi togliere dignità a una persona”, degli operai della Isri di Atessa (Chieti), di alcuni studenti delle scuole superiori di Lanciano, dei ricercatori della Procter&Gamble di Sambuceto (Chieti) e della rappresentante del comitato refendario “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”, Ines Palena.

Alla manifestazione erano presenti, oltre al segretario generale nazionale Cgil-Filt, Franco Nasso, il segretario generale Fiom Abruzzo, Nicola Di Matteo, il segretario Cgil Chieti, Michele Marchioli e il segretario Fiom-Chieti, Marco Di Rocco.

I partecipanti una volta terminata la manifestazione hanno raggiunto a piedi i 10 pullman e le auto private parcheggiate nei pressi di piazza Sant’Antonio, da dove il corteo era partito questa mattina intorno alle 10.

LANCIANO: RICERCATORE, ”MARIO NEGRI SUD VA INCONTRO A CHIUSURA”

LANCIANO – “Il Consorzio Mario Negri Sud va incontro alla chiusura per mancanza di finanziamenti”. 

L’allarme circa il futuro del centro d’eccellenza per la ricerca farmacologica e biomedica di Santa Maria Imbaro (Chieti) lo ha lanciato Angelo Di Santo, ricercatore del Cmns, intervenuto sul palco al termine della manifestazione che la Cgil ha organizzato a Lanciano in occasione dello sciopero generale.

“Chiediamo – ha detto –  più attenzione e solidarietà per un centro di ricerca di eccellenza che va incontro alla chiusura definitiva per mancanza di finanziamenti”.

Il Cmns è un centro di ricerca farmacologica e biomedica senza scopo di lucro costituito nel 1980 dalla Provincia di Chieti e dall’Istituto Mario Negri di Milano. Dal 2002 è entrata nel Consorzio anche la Regione Abruzzo.

“I 121 dipendenti – ha spiegato spiega Di Santo con il segretario della Cgil-Fil Cams di Chieti, Sergio Aliprandi – 65 borsisti e 36 co.co.co del Consorzio sono stati senza stipendio per 5 mesi. Ci hanno pagato due mensilità cinque giorni fa, ora mancano marzo, aprile e la tredicesima dello scorso anno. La Provincia di Chieti ha ceduto l’immobile di Santa Maria Imbaro (Chieti) lo scorso 28 aprile per permettere al Consorzio di chiedere finanziamenti per coprire il debito, che è di circa 2 milioni di euro”.

“Il problema – ha continuato – è che con questi piccoli finanziamenti non è possibile programmare il futuro del Consorzio, che, stando così le cose, va incontro alla chiusura. Aspettiamo anni prima che progetti finanziati, conclusi e consegnati vengano pagati stiamo parlando di milioni di euro che mancano a tutti, perché il nostro lavoro è produrre idee da mettere a disposizione di tutti”.

TERAMO: UN MIGLIAIO IN CORTEO, CHIUSE 2.700 AZIENDE

TERAMO – Contro i tagli ai trasporti, per la scuola pubblica e una sanità più efficiente, contro il precariato e le pensioni “da fame”, circa un migliaio di persone ha preso parte al corteo organizzato dalla Cgil di Teramo per celebrare lo sciopero generale.

Allo sciopero hanno aderito tutte le sigle sindacali ma anche esponenti di associazioni e segretari di partito: i partecipanti sono arrivati alle prime ore del mattino con i pullman partiti da tutti i Comuni della provincia.

Il dato sull’adesione fornito dal segretario provinciale Giampaolo Di Odoardo è di 4mila partecipanti, ma secondo stime della questura sono stati circa un quarto quelli che hanno sfilato per le vie del centro storico, da Porta Madonna e lungo i Corsi, per poi concentrarsi in piazza Martiri della Libertà dove si è tenuto il comizio conclusivo.

Di Odoardo ha così commentato l’iniziativa: “Una partecipazione che vede uniti da obiettivi comuni tanti giovani, stanchi di ‘un continuo presente’ e tanti pensionati umiliati nella loro condizione. È segno che le divisioni sono altrove”.

“Oggi in piazza – ha proseguito Di Odoardo – ci sono tutti i lavoratori disoccupati delle 2.721 aziende teramane che hanno chiuso i battenti e quelli in cassa integrazione delle 4.118 aziende in crisi”.

“Siamo in ginocchio – ha detto ancora Di Odoardo – la partecipazione manifestata oggi è il segno tangibile della vastità di un’emorragia che va fermata adesso”. Stessa preoccupazione è stata manifestata dal segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare, secondo il quale l’Abruzzo ha perso nel Pil 4 punti percentuali negli ultimi 10 anni.

“Siamo una Regione che conta 50mila disoccupati e 37 mila cassaintegrati – ha dichiarato Di Cesare – numeri che di vedono ultimi in Italia per estensione delle nuove povertà, oggi insieme chiediamo risposte”.

SULMONA: PIU’ DI MILLE PERSONE  ALLA MANIFESTAZIONE

SULMONA – Un migliaio di manifestanti hanno aderito allo sciopero generale indetto dalla Cgil, sfilando dalle 10 di questa mattina per le vie di Sulmona (L’Aquila). Nel capoluogo peligno sono arrivati otto pullman provenienti dai centri della provincia di cui 4 dal capoluogo. E la scelta di Sulmona da parte degli organizzatori non è stato affatto casuale: oltre 30% di disoccupazione con le ultime fabbriche che continuano a chiudere e 1000 persone in cassa integrazione.

Il corteo è durato un’ora per poi confluire in piazza XX Settembre dove si sono succeduti i discorsi dei rappresentanti sindacali, dei politici e degli studenti. Hanno sfilato tra gli altri l’onorevole Giovanni Lolli, i consiglieri regionali Giovanni D’Amico e Giuseppe di Pancrazio, il consigliere provinciale Enio Mastrangioli, il presidente della Comunità montana peligna Antonio Carrara e alcuni consiglieri comunali d’opposizione.

Tutti hanno evidenziato la necessità di un’inversione di tendenza rivendicando il diritto al lavoro e la necessità di arrivare alla firma dell’accordo di programma per arrestare la crisi economica in cui si è avvitata da anni la Valle Peligna. Molti i negozianti che durante lo svolgimento della manifestazione hanno abbassato le saracinesche.

Dai dati forniti dalla Cgil avrebbero aderito alla manifestazione il 100% dei lavoratori dell’officina ferroviaria di Trenitalia con sede a Sulmona, il 30% dei dipendenti della Magneti Marelli e il 50% del Palazzo di giustizia. Hanno aderito anche i Comitati cittadini per l’ambiente, l’Uds, Rifondazione comunista, il sindacato dei pensionati, i precari della scuola, metalmeccanici e gli studenti.

PD: “PREOCCUPAZIONI CONDIVISE, REGIONE IMMOBILE”

PESCARA – “Condivido le preoccupazioni di chi oggi è sceso in piazza, di chi si sente abbandonato da un governo regionale immobile e dannoso e da un governo nazionale inesistente. Per questa ragione ho deciso di partecipare alla manifestazione di Lanciano (Chieti)”.

Lo afferma il segretario regionale del partito democratico Silvio Paolucci che oggi ha partecipato alla manifestazione indetta dalla Cgil a Lanciano.