L’AQUILA – A partire da domani 8 novembre alle 19:30 su rete stradale, e dalle 22 sulle reti autostradali, fino a venerdì 11 è previsto lo sciopero dei benzinai.
Sarà una settimana a rischio per gli automobilisti che si troveranno a far fronte a notevoli disagi.
In Abruzzo la situazione ricalca quella del resto d’Italia: code interminabili e crescenti, scorte che vanno esaurendosi, proteste e imprecazioni degli automobilisti e dei gestori.
Già nella giornata di oggi in giro per il capoluogo si sono viste lunghe code di automobili in attesa di fare il pieno alle pompe di benzina per evitare di rimanere a secco.
In mattinata la situazione sembrava sotto controllo, nel pomeriggio, però, il caos è aumentato.
“C’è stato un gran via vai, le persone si sono allarmate appena hanno sentito dello sciopero, ma secondo me alla fine non si farà”, ha dichiarato un dipendente della Tamoil sulla statale 17 Est.
Al distributore dell’Eni, sempre sulla 17 Est, gli addetti raccontano di una situazione piuttosto affollata al mattino, ma mai come nel pomeriggio, quando gli automobilisti si sono riversati in massa a fare il pieno. “Non ci siamo fermati un attimo”, affermano.
Alla TotalErg sulla statale 17 Ovest la coda di macchine è interminabile. “Stamattina è stato un inferno, nel pomeriggio la situazione si è stabilizzata un minimo, ma già da un paio d’ore abbiamo problemi con i rifornimenti perché stiamo aspettando che vengano a scaricare il gasolio. Non sappiamo come andrà a finire questa storia dello sciopero. Dipende tutto da cosa deciderà di fare il titolare”.
“Per domani è previsto un netto peggioramento – dichiara un dipendente della TotalErg sulla statale 5 Bis – se si considera il clima di panico che la notizia dello sciopero ha generato tra gli automobilisti”.
File in tutti gli impianti a Pescara, soprattutto in quelli delle compagnie low cost, presi letteralmente d’assalto dagli automobilisti in vista dello sciopero.
Tra le pompe più trafficate, quelle allo “Stradone”, via Verrotti, e quelle lungo la statale tra Pescara e Montesilvano, nelle zone più trafficate.
Anche nell’area dello stadio Adriatico un gran via vai di macchine e disagi alla circolazione.
Poca fila, specialmente in serata, solo nei distributori nelle zone più tranquille, come ai Colli.
I più fortunati sono stati i possessori di auto con impianto a metano o gpl, che non aderiscono allo sciopero: quelle pompe sono le uniche vuote. (c.s.)
Anche Chieti sarà investita dallo sciopero nazionale dei benzinai con gli automobilisti che, sin dalle prime ore della giornata, si sono riversati freneticamente nei vari distributori della città per fare il pieno.
Non si sono registrate code chilometriche come nelle principali città italiane ma, anche nel capoluogo teatino, la paura di rimanere a secco ha messo in moto molti cittadini.
Tra i maggiori distributori di benzina presi d’assalto ci sono, soprattutto, quelli situati in prossimità dei due grandi centri commerciali della città, il “Megalò” e il “Centauro”.
Ma anche per gli altri gestori di carburante del colle, è stata una giornata comunque frenetica.
Insomma, la paura di rimanere a piedi ha smosso anche i più pigri. (g.giar.)
Le trattative tra il ministero dello Sviluppo economico e i gestori proseguono, ma questi ultimi fanno sapere che, almeno per ora, lo sciopero è confermato.
La situazione è comunque in evoluzione. Oggi dovrebbe partire dal dicastero di via Veneto il documento a Faib, Fegica e Figisc con la dichiarazione di impegno da parte del ministero sulle loro richieste relative in particolare, al bonus fiscale.
Domani invece ci sarà un incontro “per un confronto costruttivo sulle proposte del documento”.
In ogni caso, spiega Roberto Timpani, segretario generale aggiunto della Fegica Cisl, “ancora non è arrivato nessun documento né una convocazione per domani. Noi comunque siamo pronti in qualsiasi momento anche se le ultime vicende riguardanti la tenuta della maggioranza di governo non depongono a favore del mantenimento degli impegni”.
L’oggetto principale del contendere è “ottenere il rinnovo del bonus fiscale” che secondo la Figisc “è troppo importante perché ci si possa accontentare di generiche disponibilità e di vaghi impegni a prendere in considerazione il problema”.
Il bonus, dice sempre Figisc, “ha un valore che è diventato nel tempo, con il diminuire dei consumi, l’aumento delle spese e l’erosione del margine, sempre più rilevante per la categoria; oggi la deduzione garantita da questo provvedimento vale da un quarto ad un quinto dell’utile del gestore: il suo mancato rinnovo metterebbe in ginocchio migliaia di gestori, con le loro famiglie ed i loro dipendenti”.
Per quanto riguarda la rete autostradale “in base al Documento della Conferenza delle Regioni del 3 marzo 2011 sono stati individuati, tra i 462 distributori presenti complessivamente lungo i 6.600 chilometri della rete autostradale nazionale, quelli che garantiranno comunque il rifornimento all’utenza in transito”, è quanto rende noto Viabilità Italia, Centro di coordinamento nazionale della viabilità in relazione allo sciopero generale.
“Nel rispetto dei criteri individuati dal documento – ricorda il Centro – finalizzato a rendere compatibile il diritto di sciopero con la libertà di circolazione, l’apertura in autostrada sarà infatti assicurata in misura non inferiore ad un impianto ogni 100 chilometri”.
Lo sciopero non interesserà i distributori di Toscana e Liguria per poter garantire la regolarità delle attività di soccorso e ripristino dopo l’emergenza maltempo dei giorni scorsi. In Piemonte, la protesta sarà limitata alle fasce orarie notturne.





