L’AQUILA – “Il diritto allo sciopero va sicuramente garantito, ciò che non è garantita è però l’autonomia di  una persona con una disabilità grave, che avrebbe il diritto di essere avvisata per tempo della soppressione, all’ultimo momento, di un treno”.

E’ l’amaro commento dello chef siciliano Anthony Andaloro, non vedente, che ha dovuto suo malgrado vivere una brutta avventura a causa dello sciopero generale indetto da Cgil e Uil, e della soppressione della corsa del treno, lunedì pomeriggio, da L’Aquila a Terni, sulla via del ritorno per la sua Messina.

Questo dopo che Andaloro è stato uno tra i protagonisti della prima Fiera internazionale dei tartufi d’Abruzzo a L’Aquila. In particolare il blind chef a cinque stelle d’oro, assieme ai colleghi, lo stellato aquilano William Zonfa, ed il siciliano trapiantato a Dubai, Alessandro Miceli, ha preparato domenica pomeriggio, per l’evento “Mani in pasta”, un carpaccio di manzo con tartufo, misticanza, scaglie di grana e melograno, servito ai commensali bendati. Tutto ciò con i ragazzi e ragazze non vedenti dell’Unione italiana ciechi ed ipovedenti, (Uici), a servire ai tavoli. Lunedì mattina poi lo chef ha fatto lezione all’istituto alberghiero dell’Aquila.

Questo il suo racconto ad Abruzzoweb.

“Riparto dopo due giorni magici passati in Abruzzo. Vado in stazione dell’Aquila accompagnato dal presidente regionale dell’Uici Americo Montanaro e dal presidente provinciale Antonio Rotondi  per partire con il treno delle 15:51 per Terni, dove poi avrei dovuto fare il cambio e arrivare a Roma alle 20.30, e da lì infine prendere il treno per Messina. Un viaggio, detto per inciso, che farebbe invidia alla Parigi-Dakar. Ovviamente avevo da giorni prenotato e contattato la Sala blu, il servizio di assistenza per i disabili di Rfi”.

Arrivati dunque in stazione dell’Aquila, alle 15:39  viene annunciata la soppressione del treno per Terni, causa sciopero generale. A quel punto cominciano i problemi e Andaloro telefona più volte alla Sala blu “ma senza nessun tipo di soluzione da parte loro, la risposta sempre la stessa: lo sciopero è un diritto”, precisa lo chef.

“Alla fine decido di partire per Roma con il bus di linea e troviamo, grazie alla sezione dell’Uici di Roma, una persona pronta a prendermi alla stazione Tiburtina e a portarmi alla stazione Termini, nella speranza che anche treno per Messina non avrebbe anch’esso fatto sciopero”, racconta lo chef.

“A questo punto mi pongo qualche domanda: ma se non mi avessero accompagnato gli amici aquilani in stazione, e fossi andato da solo?  Se a scioperare non fosse stato il treno a l’Aquila, ma quello di Terni, ritrovandomi da solo in una città dove non ho alcun contatto? Alla luce dei fatti, nessuno si è preoccupato di avvertire una persona con una disabilità grave, che forse avrebbe avuto qualche problema, mentre invece la Sala blu pretende di essere avvisata almeno 48 ore prima per fruire del suo servizio…”, chiosa Andaloro.