AVEZZANO – L’Abruzzo corre in aiuto dei migranti salvati a Lampedusa nel giorno della tragedia in mare nella quale hanno perso la vita più di trecento persone provenienti da Eritrea e Somalia.

La Croce Rossa Italiana regionale è infatti partita dall’Interporto di Avezzano (L’Aquila) con volontari e materiali, per cercare di dare un contributo concreto nell’inferno scatenato sull’isola. I migranti avevano tentato di essere soccorsi, erano stipati in circa 500 su un barcone, accendendo dei fuochi, ma alla fine un incendio ha divorato la barca causando una vera e propria apocalisse in acqua.

“I governi devono impegnarsi per mettere fine a queste tragedie – sbotta Maria Teresa Letta, avezzanese, vice presidente della Cri nazionale, già presidente della Cri in Abruzzo e sorella dell’ex sottosegretario di Stato, Gianni Letta – ma purtroppo dopo la visita di Papa Francesco a Lampedusa non è stato fatto niente. Di fronte a un evento assurdo che va ben oltre il dramma le parole non bastano, servono fatti concreti. Sono sconvolta – aggiunge la Letta – come si fa a restare inermi di fronte a certi episodi?”.

“Siamo ben oltre l’allarme – continua la Letta – è inaccettabile nel 2013. I governi devono accordarsi affinché le popolazioni più in difficoltà non vengano messe in condizioni così rischiose, qui i barconi o si rovesciano, oppure accade qualcosa di assurdo e terribile che spezza le vite umane. Si conoscono tutti i meccanismi che portano a queste tragedie,  si intervenga subito”.

“L’Italia è sempre generosissima, l’Abruzzo ovviamente è presente, ma vorrei che in futuro si evitassero certe corse disperate”, conclude la Letta.

SCELLI, ”PROBLEMA EUROPEO, L’ITALIA È SOLA MA È SEMPRE LA MIGLIORE NELLA SOLIDARIETÀ”

“Un disastro annunciato. Dal punto di vista dell’accoglienza in termini di capacità e di soccorso, di solidarietà come condivisione, siamo i migliori al mondo, ma quello dei migranti non può essere una questione solo italiana. La nostra è la porta d’ingresso d’Europa, ma l’Europa non si vede né si sente quando c’è bisogno di aiuto”.

Senza mezzi termini l’intervento di Maurizio Scelli, sulmonese, ex commissario della Croce rossa italiana.

“L’Europa ha abbandonato l’Italia e quindi i migranti – commenta Scelli ad AbruzzoWeb – è come se agli ultimi piani di un palazzo col portone aperto, gli inquilini dei piani più in alto se ne fregassero dei ladri, perché tanto rubano solo ai primi piano. In realtà si può fare accoglienza anche durante la traversata, invece quando i nostri radar intercettano il barcone è già tardi”.

“Ha fatto bene il ministro degli Interni, Angelino Alfano, a chiamare il presidente della Commissione europea, José Barroso, dicendogli che è il caso che vada a Lampedusa per toccare con mano questa tragedia. Ci sono gli aerei radar che possono stabilire in qualsiasi momento dove sono i barconi e quanta gente c’è a bordo, ma serve una grossa opera di sensibilizzazione per fare in modo che questo non avvenga più e invece qui nessuno si muove. Con l’aggravarsi della crisi la situazione sarà peggiore, ormai i Paesi ridotti male sono tanti”.

Da ex Commissario della Cri, Scelli non ha dubbi sulla qualità dell’Italia nel campo della solidarietà.

“Siamo i migliori del mondo, dall’Iraq al sud est adriatico eravamo adorati, nonostante fossimo italiani e dal punto di vista politico schierati con gli Usa, venivano visti benissimo, veniamo visti benissimo. Abbiamo sempre trattato tutti con estrema dignità, se rispetti una persona come tale, rappresenti il sogno, il miraggio di poter mettere piede in una nazione come la nostra”.