L’AQUILA – Si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip lo scafista egiziano di 27 anni arrestato dalla polizia all’Aquila dove era venuto spacciandosi per un rifugiato.

Il fermo di polizia giudiziaria è stato convalidato e l’accusato resta in carcere.

Ma i giudici hanno trasferito gli atti alla Procura della Repubblica di Agrigento riconosciuta competente per le contestazioni, visto che i fatti si sono verificati lì, per i quali rischia  fino a 30 anni di carcere se colpevole.

In questa vicenda è accusato, insieme a lui, anche un minorenne.

L’uomo era uscito pochissimi giorni fa dal carcere dell’Aquila a seguito di un tentato omicidio nell’ambito di una rissa con altri stranieri a Pizzoli (L’Aquila). Poco dopo, quindi, è scattato il nuovo fermo di polizia giudiziaria che ha avuto  il suo epilogo.

Nel corso dei vari procedimenti è assistito dall’avvocato Monica Badia del Foro dell’Aquila.