L’AQUILA – Ottaviano Del Turco “a sentenza avvenuta ha rivelato di avere una malattia tumorale e che domani (oggi, ndr) andrà a Roma a chiedere al professor Mandelli di dargli cinque anni di vita per riabilitare il suo onore e quello della Giunta che ha guidato fino al 2008”.
Lo ha dichiarato il giornalista di Repubblica Corrado Zunino, ieri in collegamento da Collelongo (L’Aquila), paese natale dell’ex presidente della Regione Abruzzo, ieri condannato a 9 anni e 6 mesi per tangenti nella sanità privata abruzzese.
Una rivelazione shock, rilasciata da Del Turco subito dopo la lettura della sentenza emessa dal Tribunale collegiale di Pescara (presidente Carmelo De Santis e giudici a latere Gianluca Falco e Massimo De Cesare) dopo oltre 4 ore di Camera di consiglio.
Una sentenza che ha colto di sorpresa Del Turco, che sempre ieri, a caldo, ha dichiarato: “Sono innocente come Enzo Tortora“.
Assieme all’ex governatore altre 9 condanne, in particolare con verdetti pesanti per Camillo Cesarone, Luigi Conga e Lamberto Quarta.
LE CONDANNE
Queste le decisioni del Tribunale di Pescara nei confronti degli altri imputati nel processo Sanitopoli.
L’ex patron di Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione; per alcuni capi di imputazione è stata dichiarata la prescrizione, mentre è stato assolto dall’associazione per delinquere relativa alla prima cartolarizzazione “perché il fatto non sussiste”.
L’ex parlamentare del Pdl, Sabatino Aracu è stato condannato a 4 anni di reclusione per un episodio di concussione; per alcuni capi contestati è stata dichiarata la prescrizione; è stato assolto dall’associazione per delinquere “perché il fatto non sussiste” e da altri episodi di concussione “per non avere commesso il fatto”.
Aracu, insieme all’ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, è stato condannato anche al pagamento complessivo della somma di 100 mila euro alla Regione Abruzzo.
Per quanto riguarda Conga è stato condannato a 9 anni di reclusione per concussione; per alcuni capi contestati è stata dichiarata la prescrizione; è stato assolto dall’associazione per delinquere “perché il fatto non sussiste”.
L’ex segretario generale dell’Ufficio di presidenza della Regione, Lamberto Quarta è stato condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione per associazione per delinquere, concussione, tentata concussione; è stato assolto da vari episodi di concussione “per non aver commesso il fatto” e da abuso e falso “perché il fatto non costituisce reato”.
L’ex capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone è stato condannato a 9 anni di reclusione per associazione per delinquere, corruzione, concussione e tentata concussione; è stato assolto da un episodio di concussione “perché il fatto non sussiste”.
L’ex assessore regionale alle Attività Produttive, Antonio Boschetti è stato condannato a 4 anni di reclusione per associazione per delinquere e concussione, dichiarata la prescrizione per alcuni capi di imputazione; assolto dall’associazione per delinquere relativa alla prima cartolarizzazione.
L’ex assessore regionale alla Sanità, Bernardo Mazzocca è stato condannato a 2 anni di reclusione per associazione per delinquere, concorso in falso in atto pubblico e minacce a pubblico ufficiale; è stato invece assolto dai reati di soppressione di atto pubblico, concussioni, abuso e falso in atto pubblico.
L’ex direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao è stato condannato a 2 anni di reclusione per associazione per delinquere e abuso d’ufficio; è stato invece assolto dal reato di soppressione di atto pubblico «perché il fatto non sussiste», omissione in atto di ufficio e abuso d’ufficio “perché il fatto non sussiste”.
Pierluigi Cosenza è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) per falso, mentre per alcuni reati di imputazione è intervenuta la prescrizione ed è stato assolto, tra l’altro, per il reato di associazione per delinquere in relazione alla prima cartolarizzazione. È stato anche interdetto dai pubblici uffici e incapace di contrattare con le pubbliche amministrazioni.
Il Tribunale ha, inoltre, dichiarato Conga, Quarta e Cesarone interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, in stato di interdizione legale durante la pena e incapaci di contrattare con le pubbliche amministrazioni per la stessa durata della pena principale; Angelini, Boschetti e Aracu interdetti dai pubblici uffici per 5 anni ed incapaci di contrattare con le pubbliche amministrazioni per la stessa durata della pena principale. Per quanto riguarda le due società imputate, la Villa Pini d’Abruzzo srl è stata dichiarata interdetta dall’esercizio dell’attività, inabilitata a contrattare con la pubblica amministrazione per un anno e sei mesi, mentre la Barclays bank plc è stata assolta.
LE ASSOLUZIONI
Assolti Giacomo Obletter, Domenica Pacifico, Fabio Del Concilio, Paolo Gribaudi, Marco Penna, Mario Romano, Sandro Pasquali, Giampiero Di Cesare.
Reati prescritti per Walter Russo, Mario Tortora, Luciano Di Odoardo.
Silvio Cirone è stato assolto per un reato mentre per altri è intervenuta la prescrizione.
L’ex assessore regionale alla Sanità della giunta Pace, Vito Domenici è stato assolto dall’associazione per delinquere “perché il fatto non sussiste”, per altri capi di imputazione è stata dichiarata la prescrizione.
Fra gli assolti anche Gianluca Zelli, ex amministratore delegato della Humangest ed ex direttore generale del gruppo Villa Pini.
Zelli, difeso dagli avvocati Ernesto Torino Rodriguez e Gennaro Lettieri, doveva rispondere di riciclaggio. Reato da cui è stato assolto “perché il fatto non costituisce reato”.
Ad accusare Del Turco l’ex titolare della clinica privata Villa Pini di Chieti, Vincenzo Angelini, imputato e allo stesso tempo parte offesa nel processo, che nel 2008 in sette interrogatori fiume rivelò ai magistrati di aver pagato tangenti per un totale di circa 15 milioni di euro ad alcuni amministratori regionali in cambio di favori.
Nello specifico Del Turco è accusato insieme all’ex capogruppo del Pd alla Regione Camillo Cesarone e a Lamberto Quarta, ex segretario generale dell’ufficio di presidenza della Regione, entrambi condannati, di aver intascato mazzette per 5,8 milioni di euro.
Per questa vicenda l’allora presidente della Regione fu arrestato il 14 luglio 2008 insieme ad altre nove persone, tra le quali assessori e consiglieri regionali.
Finì in carcere a Sulmona (L’Aquila) per 28 giorni e trascorse altri 2 mesi agli arresti domiciliari.
A seguito dell’arresto, Del Turco il 17 luglio 2008 si dimise e, con una lettera indirizzata all’allora segretario nazionale Walter Veltroni, si autosospese dal Pd, di cui era uno dei 45 saggi fondatori nonché componente della direzione nazionale.
Le dimissioni comportarono lo scioglimento del Consiglio regionale e il ritorno anticipato alle urne per i cittadini abruzzesi.
SCOPELLITI: ”DA TORTORA NULLA E’ CAMBIATO”
“La condanna di Ottaviano Del Turco è la conferma che a trent’anni dall’arresto di Enzo Tortora e a venticinque dalla sua morte nulla è cambiato nel nostro sistema penale”.
È quanto sostiene, in una nota, Francesca Scopelliti presidente della Fondazione per la giustizia giusta Enzo Tortora.
“Le condanne – aggiunge – vengono emesse nel nome del popolo italiano ma all’insegna di un libero convincimento che non vuole prove o riscontri. Basta la parola di chi accusa per scopi diversi, dall’ottenimento di qualche privilegio, come nel caso di Enzo, alla vendetta come in questo caso. Del Turco come Tortora: sì purtroppo”.
“E non solo nell’aspetto giudiziario, ma anche in un male che lo ha colpito, ne sono convinta, insieme al mandato di arresto. È il mio più sincero auspicio – conclude – ed è rivolto al trionfo della verità e alla sconfitta del male”.






