PESCRA – “Angelini sostiene di aver dato i soldi a un sacco di gente. Ma qual è la prova? La prova sono i telepass. Ma le prove non ci stanno. La montagna schiacciante di prove non è venuta fuori. Rimane la parola di Angelini e la cosa che più mi turba è di aver conosciuto l’inferno non perchè ho commesso degli errori ma perchè Angelini si era mangiato un patrimonio e non sapeva come giustificarlo”.
Questo lo sfogo di Ottaviano Del Turco al termine dell’udienza di oggi durante la quale la difesa dell’ex presidente della Regione Abruzzo ha contestato quanto sostenuto dall’ ed re delle cliniche private abruzzesi Angelini sulle visite a Del Turco per le presunte dazioni di denaro, visite testimoniate da Angelini attraverso le ricevute telepass.
“Angelini – ha spiegato Del Turco – parla del percorso tra Chieti e la stazione di Aielli Celano. Io aggiungo che da Aielli Celano a Collelongo ci sono 20-25 chilometri all’andata e altrettanti al ritorno. Farlo nei tempi detti da Angelini vuol dire possedere un elicottero, non una macchina normale”.
Il difensore di Angelini, Giandomenico Caizza, ha spiegato a questo proposito che per Angelini le visite sarebbero avvenute in un’ora e quindici minuti (al massimo un’ora e 45) mentre per la difesa di Del Turco è dimostrabile che sarebbero servite almeno due ore e un quarto due ore e venti, considerato anche il tempo necessario l’incontro con Del Turco. La Procura si è opposta all’esperimento giudiziale su questo punto, il giudice si è riservato di decidere. All’ex presidente è stato chiesto “quante persone sono venute a Collelongo. Ne sono venute tante, ha detto Del Turco, ma siccome non c’entrano con questo processo non ho fatto il loro nome”, ha detto ricordando di essere un garantista.






