PESCARA – “Abbiamo detto fin dall’inizio che il giudice di Pescara non è competente. La richiesta di misure di sequestro ci ha consentito finalmente di porre questa questione preliminare che il giudice dovrà risolvere”.

Lo ha detto Giandomenico Caiazza, legale dell’ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, a margine dell’udienza in corso al tribunale di Pescara sulla “sanitopoli” abruzzese, in cui si è discusso di questioni riguardanti la competenza territoriale.

“Pescara – ha ribadito Caiazza – non ha nessuna competenza su questo processo, perché le ipotesi di reato fanno sì che le competenze siano certamente del tribunale di Avezzano e certamente del tribunale dell’Aquila per quanto riguarda l’ipotesi associativa. Ovunque, ma non Pescara. Questa è la nostra assoluta convinzione che abbiamo documentato e rappresentato”.

Per quanto riguarda il sequestro conservativo dei beni di Del Turco, una casa a Roma e una in Sardegna, chiesto da alcune parti civili, Caiazza ha sottolineato che “si tratta di beni che non appartengono al presidente Del Turco, che sono stati acquistati in tempi non sospetti, tutti precedenti ai fatti, dalla compagna con il contributo economico del presidente Del Turco attraverso movimenti bancari tutti rintracciabili e tutti afferenti a conti correnti, la cui provvista è costituita molti anni prima dei fatti che ci vengono contestati”.

“E tanto basta – ha aggiunto l’avvocato – per escludere qualunque senso al sequestro”. Riguardo alla villa in Sardegna, Caiazza ha chiarito che “viene chiamato il ‘capanno’ ed è un capanno di 35 metri quadri nei pressi di Oristano”.