L’AQUILA – Super-vertice oggi a palazzo Silone tra il padrone di casa, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, il manager della Asl dell’Aquila, Giancarlo Silveri, e il rettore dell’Ateneo del capoluogo, Ferdinando di Orio.
La riunione si è chiusa in una situazione di accordo tra i tre Enti e si possono considerare ormai del tutto certi (manca solo l’ufficialità, che potrebbe arrivare domani nella conferenza stampa del manager) i convenzionamenti tra l’Università dell’Aquila e la Asl teramana per dieci o undici primari, che guideranno altrettante unità operative complesse (Uoc).
L’ospedale “San Salvatore” del capoluogo avrà una controparte, l’aumento delle figure assistenziali a oltre settanta unità.
A confermare la notizia è il rettore Di Orio, che ribadisce subito che “non c’è nessuno scippo da parte di Teramo, perché tutti quelli che vanno lì o a Sant’Omero non possono essere convenzionati dall’Aquila. E poi, semmai – aggiunge – è la nostra Università che si allarga, anche per impedire le ‘infiltrazioni’ di altri atenei nel Teramano, un territorio con cui siamo convenzionati da 33 anni”.
“Nell’incontro – spiega il rettore – ho ribadito che le priorità del nostro ateneo sono la Asl è l’ospedale dell’Aquila, ma qualora ci sia una riduzione di Uoc, non possiamo non guardarci intorno. Saltiamo lo steccato, è una sfida essere in grado di agire in tutto il territorio”.
Quanto a Chiodi, per di Orio “ha preso atto della situazione di armonia, ma è stato anche molto utile per evitare quelle infiltrazioni di cui parlavo di altri atenei nel Teramano, lo ringrazio”.
Novità sull’ospedale aquilano. Il rettore annuncia che “le figure assistenziali (assistenti sociali e sanitari, ndr) non apicali saliranno dalle attuali circa 66 a 74, aumenteremo la nostra presenza grazie all’impegno di Silveri, consolidando il rapporto”.





