LANCIANO – La Asl di Chieti si appresta a varare il piano di riordino dei dipartimenti ospedalieri e delle unità operative complesse.
“Peccato – affermano i Verdi – che il servizio trasfusionale di Vasto/Lanciano sia stato inserito nell’atto aziendale con un asterisco: a scadenza del contratto dell’attuale primario, tra due anni e mezzo, inizieranno le misure per il declassamento della struttura”.
Per il lancianese Walter Caporale, capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale, “ormai siamo alla frutta”.
Caporale accusa il centrodestra di voler togliere al territorio frentano anche il centro trasfusionale, “dopo aver già chiuso la Asl e dopo i vari tentativi di chiudere l’Ater, il tribunale e l’ospedale”.
“È una vergogna!”, tuona.
Secondo il capogruppo, con il declassamento del servizio trasfusionale di Vasto e della sua rete territoriale (Lanciano, Atessa, Casoli) “si assisterà a una riduzione dei livelli di donazione nel territorio, con gravi conseguenze per la salute dei cittadini”.
“A quanto pare – afferma – è vero, come scrivono le associazioni Avis del territorio, che queste scelte non sono state dettate da esigenze di razionalizzazione dei livelli assistenziali e della spesa, ma da logiche che tendono a marginalizzare le eccellenze sanitarie di questo territorio per spostare le risorse in altri contesti”.
Il capogruppo dei Verdi ha fatto sapere di aver già presentato in Consiglio un’interrogazione urgente al commissario per la sanità, Gianni Chiodi, invitandolo a far sentire la propria voce, a intervenire sul direttore Zavattaro “affinché questa ennesima scelta scellerata di depauperamento del territorio frentano, venga rivista con il sub-commissario Baraldi. Non possiamo accettare l’ennesimo scippo sulla pelle delle donne, dei bambini, degli anziani del territorio”.





