L’AQUILA – Abruzzo, Campania, Calabria Lazio e Molise: sono le cinque Regioni che hanno la sanità commissariata e i cui presidenti (che fanno anche le veci di commissari) sono al lavoro da tempo; scade in questi giorni il termine per la presentazione dei piani di rientro dal debito.

Proprio per questo hanno chiesto al presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani di rinviare a lunedì prossimo la riunione della Conferenza dedicata allo studio dei decreti sul federalismo: hanno bisogno di utilizzare anche queste ultime ore per chiudere la difficile partita dei conti in rosso in sanità.

In Abruzzo prosegue l’attività di riduzione del debito sanitario per arrivare al pareggio di bilancio. Il debito precedentemente contratto con le cartolarizzazioni ammontava a circa 850 milioni, ma attraverso i piani di rientro si prevede, per il 2010, un disavanzo di circa 70-80 milioni. Ottimista il presidente della Giunta regionale e commissario ad acta per la Sanità, Gianni Chiodi, secondo il quale il deficit annuale “é stato riportato a livelli antecedenti al 2000. Non siamo ancora in una situazione di equilibrio, – spiega Chiodi – ma attraverso una serie di manovre strutturali che stiamo portando avanti, contiamo nel giro di qualche anno di raggiungerlo”.

A fine luglio il tavolo di monitoraggio costituito dai Ministeri dell’Economia e della Salute aveva giudicato positivo il piano operativo presentato dalla Regione Abruzzo, ritenendo convincenti tre documenti: il programma operativo 2010, il documento sulla stima dei fabbisogni e il cronoprogramma sulle riconversioni degli ospedali.