L’AQUILA – “L’unica possibilità che abbiamo per salvare i precari della Asl è ottenere una legge ad hoc che ci escluda dalla norma che prevede limiti di spesa per le pubbliche amministrazioni per il 2011”. Si rivolge direttamente alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, il manager della Asl 1, Giancarlo Silveri, per risolvere il problema occupazionale dell’azienda.
Il direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila lo ha riferito oggi ai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Anaao durante il vertice sulla vicenda dei precari dell’azienda, che si è svolto nel primo pomeriggio all’ospedale di Coppito.
In 329 tra medici, infermieri e operatori sanitari, rischiano di non avere una proroga dei contratti dopo il 31 marzo, con conseguenze gravissime per gli utenti, per i tre nosocomi dell’Aquila, Avezzano e Sulmona, e in particolare e per l’ospedale San Salvatore, nel quale interi reparti rischiano di andare incontro alla paralisi o addirittura alla chiusura.
Il problema nasce dall’applicazione della legge Brunetta. La norma, infatti, prevede che nel 2011 un tetto di spesa per le pubbliche amministrazioni non superiore alla metà della spesa effettuata nel 2009.
“Purtroppo l’anno preso come riferimento è proprio quello del terremoto che ha colpito il capoluogo abruzzese – ha spiegato Silveri – In quel periodo non sono state fatte assunzioni, anzi in molti dei dipendenti della Asl 1 sono stati usati in altre aziende. Praticamente il servizio è stato paralizzato dal sisma”.
E’ per questo motivo che il manager ha chiesto ufficialmente che il Governo prenda in carico questa situazione e usi per la Asl dell’Aquila un trattamento diverso rispetto a quello adottato per il resto d’Italia.
“Vogliamo essere esclusi dalla norma e questo si può fare solo con un’altra legge – continua Silveri – Sia il ministro della Funzione Pubblica che la presidenza dei ministri ci hanno assicurato attenzione sull’argomento. Ci auguriamo di avere a breve risposte”.
Al termine del confronto le parti hanno deciso di aggiornarsi martedì prossimo alle 10. (m.c.)
OGGI GIORNATA DI INCONTRI E TRATTATIVE
L’AQUILA – Sui precari Asl aquilana i sindacati mantengono la linea della fermezza e confermano lo sciopero di martedì prossimo. Sono le prime indiscrezioni che emergono dal summit tra il manager, Giancarlo Silveri, ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
Oggi, intanto, il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis e Giuliana Vespa dell’Ugl hanno chiesto rassicurazioni al presidente della Regione, Gianni Chiodi, sul futuro dei lavoratori a rischio. Nel pomeriggio lo stesso De Matteis ha avuto rassicurazioni dal governatore circa l’inserimento di un provvedimento per i precari Asl all’interno del Milleproroghe. Per il parlamentare Giovanni Lolli del Pd, la mancata stabilizzazione dei precari è da imputare “ad un errore di leggerezza del presidente Chiodi”. Per Gianfranco Giorgi, della Cisl, “senza precari non si garantisono i servizi minimi di assistenza”.
SINDACATI CONFERMANO SCIOPERO
L’AQUILA – Confermata la manifestazione indetta dalla Uil contro i tagli alla sanità. Dopo l’incontro con il manager Silveri, i rappresentati del sindacato sono rimasti fermi sulla decisione di protestare. Ancora qualche incertezza, tuttavia, sulla data che potrebbe essere mercoledì prossimo, 16 marzo, o il 22.
L’incertezza è nata in seguito alla decisione presa in tarda mattinata con il direttore sanitario di riconvocare il vertice azienda-sindacati per la prossima settimana.
“Alcuni rappresentanti di altre sigle – ha detto il segretario provinciale della Uil Fpl dell´Aquila, Simone Tempesta – non hanno assicurato la propria partecipazione alla manifestazione perché vogliono valutare prima gli esiti del prossimo incontro”.
Proprio per dare questa possibilità, la Uil si è detta disponibile a spostare la data della protesta, inizialmente fissata per il 16 marzo, al prossimo 22 marzo.
“Se non avremo risposte dall’incontro con Silveri, manifesteremo il giorno successivo alle ore 15. E’ importante che partecipi tutta la città – dice Tempesta – A fare le spese di questa razionalizzazione sarebbero infatti proprio gli utenti: i servizi non potranno più essere assicurati e i turni non verranno coperti”.
“Chiediamo inoltre che la manifestazione si svolga all’Aquila – continua – Non vorrei che qualcuno che mescola nel torbido abbia intenzione di spostarla a Pescara”.
Le strade che può intraprendere la Asl a questo punto sono tre, secondo il sindacalista: mandare i lavoratori a casa senza sostituirli, far uscire la Asl dell’Aquila dalla legge Brunetta (come auspicato dal manager Silveri) oppure operare in deroga alla norma come territorio terremotato e rinnovare i contratti a tempo determinato per poi andare verso la stabilizzazione degli stessi.
“Noi siamo per questa terza ipotesi – continua Tempesta – ma è chiaro che a questo punto è necessario un intervento da parte del Governo, anche il direttore generale in questa situazione è con le mani legate”. (m.c.)
DE MATTEIS: DA CHIODI PAROLE RASSICURANTI MA SERVONO FATTI CONCRETI
“Chiodi dice di non preoccuparsi perché il problema dei precari verrà sanato ad ogni costo. Mi chiedo – si interroga Giorgio De Matteis – per quale motivo solo adesso emerga tale decisionismo, visto che proprio ieri si è venuti a conoscenza di un fatto importante e cioè che, nel settembre 2010, l’Anaao, il sindacato più importante dei medici, aveva già sottolineato la necessità di risolvere il problema dei precari”.
“L’attuale solerzia – prosegue De Matteis – avrebbero avuto ben altro effetto prima dell’approvazione del decreto “mille proroghe”. L’altro aspetto ancora più preoccupante, collegato ai precari del San Salvatore, riguarda l’efficienza e la funzionalità dei reparti, come è emerso ieri nella riunione dei capidipartimento con il direttore sanitario, Libero Colitti”.
“A tutto ciò va aggiunto che nessuno si è preoccupato di far rilevare al Governo che i parametri sui quali si fonda la riduzione del numero dei precari è relativo all’anno 2009, anno nel quale L’Aquila e l’ospedale cittadino hanno avuto qualche ‘piccolo’ problema. A oggi – conclude l’esponente Mpa – a fronte delle tante rassicurazioni pervenute, anche dal senatore Filippo Piccone, non è dato sapere, mentre vengono a scadenza i contratti, quale sarà la soluzione. Pertanto, sarebbe auspicabile che il presidente Chiodi, insieme alle parole rassicuranti, fornisca fatti e date certe”.
DE MATTEIS: “CHIODI HA ASSICURATO PROVVEDIMENTO PRECARI NEL MILLEPROROGHE”
L’AQUILA – Il Vice Presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, informa che, nel primo pomeriggio, ha ricevuto dal presidente, Gianni Chiodi, la comunicazione che è certa la norma, tesa a salvaguardare i precari ospedalieri all’interno del decreto correttivo Milleproroghe.
“Mi auguro nondimeno – ha detto De Matteis – che, a brevissima scadenza, segua l’incontro richiesto, nel corso della conferenza stampa fatta insieme al sindaco, Massimo Cialente, per affrontare in maniera definitiva e inequivocabile il futuro dell’Ospedale dell’Aquila”.
UGL: STABILIZZAZIONI PRECARI DETERMINANTI PER IL FUTURO DELLA SANITA’ AQUILANA
Questa mattina si è svolto un incontro tra il presidente Gianni Chiodi e Giuliana Vespa della Ugl-Sanità.
“Nel corso dell’incontro – riferisce il sindcato in una nota – si è analizzata la difficile situazione dei precari della Asl aquilana. Il presidente ha illustrato l’iter che la Regione sta portando avanti per ottenere la stabilizzazione “dei vincitori di concorsi ed aventi diritto che hanno già contratti a tempo determinato” come da delibera 3 del 17 Febbraio 2011.
Nonostante il parere negativo del ministero dell’Economia, il presidente ha confermato all’Ugl la determinazione a portare avanti la succitata delibera tanto che la Asl, in questi giorni, sta provvedendo ad inviare la lista degli aventi diritto. Chiodi ha inoltre aggiunto che, dopo aver personalmente incontrato i Ministri di salute, economia e funzione pubblica, il Governo ha recepito che il bilancio di riferimento per i tagli, per quanto riguarda L’Aquila, deve essere, per ovvie ragioni, il 2010 e non il 2009.
La prossima settimana il Governo presenterà un correttivo del “mille proroghe”, così come richiesto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel quale ci sara’ anche il provvedimento salva precari per la asl aquilana.
“Prendendo atto di quanto detto – prosegue la nota – abbiamo ribadito a Chiodi la cruciale importanza di queste stabilizzazioni in assenza delle quali le ripercussioni potrebbero essere devastanti per l’intero comprensorio. L’Ugl monitorerà costantemente l’evolversi della situazione ed incontrerà di nuovo il Commissario Chiodi non appena sara’ presentato il correttivo al ‘mille proroghe'”.
LOLLI: “LEGGEREZZA DI CHIODI”
L’AQUILA – “Il presidente Chiodi con un’incredibile leggerezza ha dimenticato, seppur più volte sollecitato, di chiedere al Governo di intervenire sulla gravissima situazione della mancata riconferma dei precari ospedalieri che, nella provincia dell’Aquila, colpita duramente dal terremoto, si traduce in una paralisi del sistema ospedaliero”. Ad affermarlo è il parlamentare Pd Giovanni Lolli.
“In particolare, nell’ospedale dell’Aquila vengono a mancare 36 medici, 1 biologo e 29 infermieri; nell’ospedale di Avezzano, 20 medici, 1 biologo e 11 infermieri; nell’ospedale di Sulmona 16 medici e 10 infermieri; nell’ospedale di Castel di Sangro, 7 medici, 1 biologo e 3 infermieri”.
“È evidente a tutti che sono cifre spaventose ed è per questo che oggi ho inviato un’interrogazione al Ministro della Salute per chiedere se intenda, nel primo provvedimento utile, porre rimedio a questa drammatica situazione”.
GIORGI: “SENZA PRECARI NON SI PUO’ GARANTIRE ASSISTENZA MINIMA”
L’AQUILA – “Se vanno via i 329 precari, non si potrà garantire l’assistenza ai malati perché sono indispensabili per andare avanti. Per esempio se vanno via al pronto soccorso i cinque precari, sarebbe compromessa l’assistenza d’urgenza”.
Lo ha detto il sindacalista della Cisl, Gianfranco Giorgi in un intervista a margine di una assemblea tecnica tra i sindacati e il manager della Als L’Aquila, Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro, Giancarlo Silveri.
Sui rischi di assistenza ha aggiunto il Capo dipartimento della Medicina, Cisl Medici, Sabrina Cicogna “Se tutti i precari venissero tagliati fuori, cosa che ad oggi non sussiste, non sarebbe un solo reparto, ma sarebbero molti i reparti a soffrire ad esempio la cardiologia, come anche la pneumologia e le chirurgie. Questo non è possibile perché in questo modo non potremmo mantenere l’emergenza e nemmeno i livelli minimi di assistenza”.
“La parola definitiva – ha continuato Sabrina Cicogna – sarà quella della politica che dovrà rimediare all’errore fatto e il direttore generale, per quanto riguarda il locale, ci dovrà approvare il piano di gestione delle risorse per scongiurare il pericolo”.
Il direttore generale della Asl, Giancarlo Silveri, in relazione alla soluzione per il problema dei precari ha detto “Abbiamo avuto, in questa settimana degli incontri, insieme al presidente, Gianni Chiodi, presso i vari ministeri e la presidenza dl consiglio a seguito dei quali abbiamo avuto assicurazione che si sarebbe trovata una soluzione al problema”.
CGIL: NECESSARIA DEROGA
L’AQUILA – La Funzione Pubblica Cgil interviene in merito alla questione dei 329 precari della ASL, che rischiano di perdere il loro posto di lavoro. Scrivono in una nota:
Visto che il Governo nazionale non ha dato il via libera al decreto Chiodi sulle stabilizzazioni, siamo di fronte ad un vero dramma sociale per le famiglie dei lavoratori e per gli utenti del servizio pubblico, perché verranno meno i livelli essenziali di assistenza. Questo significa la chiusura di una serie di reparti e di servizi, l’allungamento delle liste di attesa e l’aumento della mobilità passiva.
“Siamo al tracollo del sistema sanitario in Provincia dell’Aquila- ha detto Dario Angelucci, segretario generale Funzione Pubblica Cgil L’Aquila – Tutti gli ospedali presentano gravi carenze strutturali e di organico, alcuni sono stati chiusi o riconvertiti. Cos’altro deve succedere? A breve non avremo più attività fondamentali, a causa della mancanza di personale.”
“In tutti gli ospedali ci sono dei medici dotati di grande professionalità ed esperienza, che da anni lavorano con contratti precari e garantiscono servizi di grande qualità in ambito specialistico, che saranno licenziati per mancanza di fondi e nel migliore dei casi troveranno occupazione nelle regioni virtuose- ha spiegato Anna Rita Gabriele, segretario funzione pubblica Cgil con delega Comparto medici – Molti di loro sono impegnati nelle attività di emergenza urgenza. Rischiamo, ad esempio, di dover chiudere il Pronto Soccorso dell’Aquila, dove su 12 medici 7 sono precari.”
A causa del Governo, che noi abbiamo pesantemente contestato rispetto alle iniziative di legge che ha adottato sui precari, infermieri, OSS, portantini, personale del ruolo tecnico, fisioterapisti, assistenti sociali e altre figure professionali che lavorano nelle farmacie, nelle cucine e negli servizi degli ospedali andranno a casa e resteranno senza stipendio, nonostante la disoccupazione crescente nel paese e la pesante crisi economica in atto. Dove troveranno cura i cittadini della Provincia dell’Aquila, già fortemente penalizzati dalla vicenda del sisma del 6 Aprile?
Chiediamo alle istituzioni di farsi carico di questa situazione nell’interesse dei cittadini che rappresentano. In assenza dell’atto aziendale e di una strategia per la gestione del problema si rischia uno stato di confusione generale, che rischia di abbattersi sui cittadini, i malati e le loro famiglie. E’ disarmante l’atteggiamento di indifferenza della politica nei confronti di quanto sta avvenendo, considerato che la ASL dà lavoro a 4500 persone più l’indotto che ne deriva.
“Dati i tempi ristretti, occorre chiedere una deroga specifica per la provincia dell’Aquila, che preveda la proroga di tutti i contratti in essere fino al 31/12/2011. Nessuno deve essere licenziato se non viene fuori una proposta di riorganizzazione,che tenga conto dei bisogni dei cittadini e dei territori – ha detto Antonio Ginnetti, segretario funzione pubblica Cgil con delega Comparto sanità – Visto che le due ASL si sono accorpate solo nel 2010 ed il processo di fusione e riorganizzazione è ancora in alto mare, questa soluzione permetterebbe una migliore programmazione per il futuro, evitando l’interruzione di servizi essenziali alla salute dei cittadini.”






